Alessandro Impagnatiello aveva provato a uccidere Giulia Tramontano avvelenandola con veleno per topi e altre sostanze. Le chat della ragazza prima di morire attestano che il barman, re confesso per l’omicidio della fidanzata incinta a sette mesi, attestano questa sua intenzione, ma non solo.
«Ieri sono stata abbastanza bene, a parte il bruciore di stomaco, stanotte invece lo stomaco mi ha ucciso». scriveva in chat Giulia Tramontano a sua madre, il 19 dicembre 2022. Poi due giorni dopo: «Ho anche mal di testa». Fondamentali anche le ricerche sul web in cui Impagnatiello scriveva: «veleno topi incinta», «veleno per topi gravidanza», «uccidere feto», «avvelenare feto», «ammoniaca feto», «veleno con calore perde efficacia». E a gennaio ancora: «sedanam gocce», «acquisto valium», «steflor veleno», «topicida grano». E anche ricerche come «cloroformio fazzoletto». Poi il 2 maggio, mese dell’omicidio: sul web «aborto settimo».
Poche ore prima dell’omcidio Giulia si era incantata con l’amante di Alessandro. La ragazza italo-inglese scriveva: «Mi dispiace tanto giuro, mi spezza il cuore». E Tramontano: «Non hai perso nulla. È un pezzo di m…. Adesso perderà tutto piano piano, lo posso giurare su mio figlio». Alle 18.30, poi, Giulia scriveva a Impagnatiello: «Sto tornando a casa. Fatti trovare». E così è stato: si è fatto trovare ma per ucciderla!
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