Falò in piazza da Torino a Napoli con il movimento “Non paghiamo”, il caro bollette sta facendo seriamente del male. La protesta, che parte dal sindacato Usb, sta raccogliendo sempre più sostenitori. Sono tanti commercianti e ristoratori che scendono in piazza, mostrano le bollette altissime.
Bruciano le bollette in piazza “perché scegliamo di nutrire i nostri figli, non le grandi società di energia”. Sono pensionati, lavoratori che nn arrivano a fine mese. “Dobbiamo costruire un movimento popolare contro il carovita – spiega Enzo De vincenzo, Usb Campania e membro dell’esecutivo nazionale – combattere contro le speculazioni in atto , non possiamo accettare tutto quello che sta accadendo “.
“Il caro bollette ha già fatto le prime vittime nella nostra regione: due strutture ricettive e tre ristoranti nell’area sud della provincia di Napoli chiuderanno a fine mese perché impossibilitati a pagare bollette che sono arrivate a rincari del 600 per cento”. A dirlo è Massimo Di Santis, presidente del gruppo Giovani Confapi di Napoli, come riporta Napoli Today. Il 3 dicembre lo sciopero nazionale contro il carovita.
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