Non è certo una novità che tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky ci sia una guerra in corso e che l’uno vuole la fine dell’altro. L’ex consigliere del leader russo, Serghej Markov, direttore dell’Istituto di Ricerche politiche di Mosca, ha rivelato le vere intenzioni di Mosca fin dall’inizio della guerra.
In una lunga intervista a La Repubblica ha dichiarato:
“In Ucraina ci sono i nazisti al soldo degli Usa per seminare il terrore tramite strutture statali e non governative. L’obiettivo degli americani era fare dell’Ucraina un’anti-Russia, ma la maggior parte degli ucraini è russofona e russofila. La propaganda non bastava. E hanno investito sui nazisti. Un presidente ebreo serve a dire che noi russi diciamo bugie“. L’ex consigliere di Putin non si sbilancia sulla fine della guerra ma sulla fine di Zelensky.
“Potrebbe restare a capo di questo pezzetto di Ucraina filoamericana, ma credo che verrà ucciso prima, da un parente delle vittime dei suoi crimini o dagli stessi nazisti di Azov”, ha concluso Markov, perché “c’è lui dietro alle fucilazioni di Bucha e all’attacco a Kramatorsk”.
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