La ritirata delle forze russe intorno a Kiev ha lasciato orribili prove delle atrocità contro i civili nei sobborghi e nelle città della regione, trasformate in zone di guerra infernale dall’invasione di Vladimir Putin. Arrivate a Bucha, una città a Nordovest della capitale, le colonne corazzate ucraine hanno trovato strade bloccate da carri armati russi bruciati e veicoli militari, e disseminate di corpi di civili che secondo la gente del posto sono stati uccisi dalle forze di invasione senza provocazione.
Le fotografie della città mostrano scene di devastazione, con pezzi di carri armati carbonizzati e distrutti e veicoli blindati allineati lungo una strada, insieme a cadaveri. “Il massacro di Bucha e’ stato deliberato. I russi mirano ad eliminare il maggior numero possibile di ucraini. Dobbiamo fermarli e cacciarli via”, queste le parole del ministro degli Esteri Dmytro Kuleba su Twitter. Kuleba chiede “nuove devastanti sanzioni del G7 ora: embargo su petrolio, gas e carbone; chiudere tutti i porti alle navi e alle merci russe; scollegare tutte le banche russe da Swift”.
Sono immagini devastanti quelle che arriverebbero da Bucha, dove i corpi di all’incirca 300 vittime civili sarebbero stati trovati in una fossa comune, alcuni avevano e mani legate:” I corpi di persone con le mani legate, uccise a colpi di arma da fuoco da soldati russi, giacciono per le strade. Queste persone non erano nell’esercito. Non avevano armi. Non rappresentavano una minaccia. Quanti altri casi simili stanno accadendo in questo momento nei territori occupati?”, questa quanto scritto dal consigliere del presidente ucraino Mykhaylo Podolyak
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