foto di Gianluca Madonna
Finalmente è arrivata la firma del ‘Patto per Napoli‘. La condicio sine qua non che ha permesso la candidatura del sindaco Gaetano Manfredi è diventata realtà. Nelle casse del Comune di Napoli arriveranno 1.2 miliardi di euro spalmati in 20 anni ed erogati in base agli obiettivi programmatici raggiunti. Un modo per responsabilizzare l’amministrazione di Palazzo San Giacomo.
Soldi che il governo ha destinato ad una delle grandi città con i conti in rosso e costantemente a rischio dissesto. I fondi serviranno a far ripartire l’agonizzante macchina amministrativa. Si potrà assumere personale e investire nel processo di digitalizzazione dei sistemi. Poi, sul breve termine, toccherà ai servizi fondamentali: il decoro urbano, la raccolta dei rifiuti, la riparazione delle strade, la loro illuminazione, il rifacimento di alcune strutture comunali, l’edilizia scolastica, i trasporti, le periferie. In parallelo bisognerà guardare al futuro e quindi alla predisposizione di investimenti per progetti di larga scala e che dovranno coinvolgere le eccellenze della città: il settore agroalimentare, le piccole e medie imprese, il turismo, la cultura, gli eventi, la disoccupazione giovanile, il ruolo delle università, l’innovazione.
Con la decisione di venire in città e firmare con le istituzioni locali l’accordo, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha dato un segnale importante: Napoli e il Sud sono una priorità per il Paese. Allo stesso tempo, con il discorso pronunciato nella Sala dei Baroni al Maschio Angioino, il premier ha elogiato il capoluogo partenopeo raccomandando alle istituzioni di gestire bene queste risorse e di sfruttarle per la comunità, creando sviluppo e valorizzando il patrimonio esistente. Questa di Draghi è stata la prima visita ufficiale a Napoli ed ha rappresentato un riavvicinamento decisivo tra l’amministrazione locale e quella centrale, dopo anni di isolamento.
Ora la palla è passata al sindaco Gaetano Manfredi. Dopo un primo periodo, diciamo di immobilismo, motivato con l’assenza di danaro e risorse umane e amministrative, il primo cittadino non può più avere scuse. L’ex ministro e rettore dovrà dare una sferzata decisiva all’attività di governo della città. Dovrà dimostrare ai cittadini che la sua elezione ha davvero rappresentato un forte cambio di marcia rispetto a quella precedente. Sarà fondamentale agire immediatamente sui servizi primari e sulla pulizia. E poi mettere in cantiere iniziative di lungo termine e ampio respiro. È necessario che Napoli diventi una metropoli di rilievo europeo sotto tutti i punti di vista. È questo deve accadere sempre in collaborazione con la regione e il governo. Insomma ora tocca a Manfredi.
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