Un’infanzia difficile quella di Vladimir Putin, colui che oggi ha scatenato la sanguinosa guerra in Ucraina. Proveniva da una famiglia povera e viveva in una komnunalka, ovvero un’abitazione in cui convivevano più nuclei familiari e condividevano il bagno e il corridoio. Il suo gioco da bambino? Con i topi.
In un esclusivo racconto sul settimanale Sette in cui il leader della Russia viene mostrato con una metafora significativa che riguarda proprio il gioco con i topi. “Con un bastone costrinse il topo in un angolo e l’animale gli si lanciò contro sfiorandogli la testa. E fuggì. Morale: Ognuno dovrebbe tenerlo a mente: mai mettere qualcuno in un angolo”, scrive Putin. Una frase che oggi invita a pensare sulle sanzioni economiche che costringono la Russia a difendersi su questo fronte.
Nell’articolo del settimanale vengono illustrati diversi momenti della vita di Putin come la passione per il judo e a 16 anni l’ingresso al Kgb per arruolarsi nel servizio segreto. La sua storia, il sogno di riunire la Russia post Unione Sovietica lo rende più vicino che mai ai grandi despoti del passato come Stalin.
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