Draghi, il premier ‘schiacciasassi’ che ha battuto anche il ‘sovrano’ De Luca

Sembrano lontani anni luce i mesi in cui i governatori ‘bastonavano’ il governo Conte e legiferavano con proprie ordinanze con lo scopo di gestire la pandemia. Ad oggi sono cambiate tante cose, tra le quali proprio l’esecutivo.

Palazzo Chigi siede infatti Mario Draghi. Il suo arrivo ha garantito all’Italia diversi benefici, soprattutto in politica estera. Gli effetti delle dinamiche interne, si dovranno misurare più in la nello specifico quando bisognerà ultimare il Recovery plan e spendere i fondi europei.

Draghi e De Luca

Ma nonostante il periodo di Draghi premier sia stato breve per poterlo giudicare, alcuni effetti sono risultati subito immediati. La competenza, l’alto profilo tecnico e istituzionale, il rendere prioritario Costituzione e Stato di Diritto, la visione europeista e atlantica, hanno determinato un posizionamento ben preciso del nostro Paese.

Questo ha riequilibrato i rapporti anche interni. E con questo intendiamo quelli tra Statoregioni. L’avversario più ‘duro’ per il presidente del Consiglio, considerato tale scenario, sarebbe stato il Governatore della Campania Vincenzo De Luca.

Draghi e De Luca: la sfida sulla scuola

La ‘battaglia’ tra i due non è mai iniziata perché alle provocazioni lanciate dallo ‘Sceriffo durante le consuete dirette Facebook del venerdì, Draghi non ha mai risposto (nello specifico le continue ‘sassate’ al Generale Figliulo sulla distribuzione dei vaccini). Ma il contesto è cambiato la scorsa settimana e in particolare sul tema scuola.

De Luca ha infatti firmato un’ordinanza che ha chiuso asili, elementari e medie in Campania. La risposta da Roma è arrivata in modo unitario e istituzionalmente corretto: a muoversi è stato l’intero Consiglio dei ministri. A parlare è stato il solo ministro della Pubblica Istruzione Bianchi.

Draghi è stato in silenzio, con quella sua concreta ‘invisibilità’ che sta caratterizzando l’intero mandato. Un profilo che gli ha permesso di tenere spesso a bada i partiti e allo stesso tempo insieme una maggioranza di governo eterogenea.

Draghi e De Luca: la vittoria dei genitori ‘no Dad’

Ed è così che il ‘fantasma’ del premier, questo elegante schiacciasassi pronto al compromesso solo per tirare dritto sulla propria agenda di governo, si è posizionato al fianco di tutti quei genitori ‘no Dad‘ anche loro protagonisti di un ricorso contro l’ordinanza di De Luca. Il Tribunale amministrativo regionale (Tar) ha dato loro ragione, Draghi, le mamme e i papà hanno vinto. Questa volta De Luca ha perso. Vediamo cosa ci dirà il Governatore durante la prossima diretta e preso dall’ennesimo delirio di onnipotenza.

redazione

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