Da Massimo Ranieri a Gigi D’Alessio, passando per Maria Nazionale ai 99 posse fino a Liberato e Pino Daniele: il successo di “Una notte a Napoli” di Alberto Angela è stato anche un grande omaggio alla musica napoletana.
Non c’è stata solo la storia e la bellezza senza tempo della città partenopea nella trasmissione da ascolti record, oltre 4 milioni i telespettatori inchiodati davanti al piccolo schermo, andata in scena a Natale. Sotto i numeri del successo della puntata di Rai 1 passa quasi inosservato un altro primato del capoluogo campano: rappresentato dalle sue immense eccellenze musicali che hanno spaziato lungo l’intera trasmissione, attraversando epoche storiche ed anni della città. Gioie ma anche dolori di intere generazioni di napoletani che oggi rivivono i tempi della gioventù che risuonano su quelle note senza tempo.
Perchè a Napoli “la cultura trasuda da qualsiasi aspetto di questa città: dalla miriade di artisti che ne hanno incarnato e ne incarnano l’anima, raccontandola e rendendola nota nel mondo” ha sottolineato Alberto Angela ancor prima dell’avvio della trasmissione. Definendo la musica in questa città un “elemento nevralgico della vita di qualsiasi napoletano in ogni epoca“.
Dal più moderno Liberato a “Ragione e sentimento” di Maria Nazionale, passando per “Curre curre guagliò” dei 99 Posse fino a “Malaterra” di Gigi D’Alessio. “È bello il messaggio – ha spiegato solo ieri lo stesso D’Alessio – che fa capire che questa città dovrebbe essere l’orgoglio dell’Italia. Non ne sapevo niente, stavo guardando la trasmissione e ho sentito la mia musica, la canzone “Malaterra” dedicata proprio a Napoli, accompagnare quelle immagini. Mi sono emozionato“.
Ma il vero picco musicale della puntata si è raggiunto tornando indietro nel passato, ai tempi della Napoli di inizio Novecento. Con la magistrale esecuzione – da parte di Massimo Ranieri – di “Munaster e santa chiara”. “Ci ricorderà l’importanza e la diffusione nel mondo della canzone napoletana” ha raccontato lo stesso Ranieri solo poche ore prima dell’avvio della trasmissione e difatti così è stato. Una performance, svolta nel chiostro del centro storico illuminato a festa dalle luci della luna, che ha entusiasmato tantissimi napoletani, grandi e piccini.
“Mia madre – ricorda Virginia sotto le immagini di Ranieri postate sui social – cantava sempre questa canzone, da napoletana verace, Alberto sei unico, Napoli di notte è uno spettacolo”.
“Massimo Ranieri – spiega, invece, Raffaele – canta e incanta il mondo dal Monastero di Santa Chiara. Musica, arte, poesia, storia, architettura, colori, calore, sole, mare, luna, gastronomia, tradizioni e tanto altro ancora… Il più bel regalo di Natale alla dea Partenope e alla città di Napoli è stato fatto da un grande Alberto Angela nell’aver descritto e illustrato certosinamente l’altra faccia di una realtà e quanto questa fosse una città “viva da vivere”. Napulé, piaccia o no, è soprattutto “vita“. “Sono all’antica – chiarisce Alessandro – mi emoziona sentire Massimo Ranieri cantare l’amore per la propria terra: Dimane?…Ma vurría partí stasera!”.
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