Sabato Angiero, Il Gagosian di Nola, il sindaco Manfredi e l’architetto – filosofo Klaus Schuwerk: cosa li unisce?

La forza della solidità della coppia. L’uno non può esistere senza l’altro, lo diceva anche Eraclito

Sotto l’albero di Natale mi piacerebbe trovare un impluvium, SI, avete capito bene. L’Impluvium non è solo un raccoglitore d’acqua utilizzato ai tempi di quegli intelligentoni degli antichi romani. Secondo la visione di Klaus Schuwerk è una metafora di vita. E ne ha fatto un’installazione nella galleria di Sabato Angiero che invita artisti da tutto il mondo e gli consegna uno spazio (praticamente carte blanche) da riempire di creatività.

Il sogno di ogni artista, anche quello di Klaus, sposato con l’avvocato Pia Baldassarre, ha appena finito il museo a Oslo e a Napoli ha ristrutturato il piano nobiliare di Palazzo Carignani. Piazza Plebiscito, un palcoscenico ai loro piedi.

Sabato invece fa un altro lavoro, il macchinista dei treni della circumvesuviana, durante la settimana porta il trenino ciù ciù ciù e il fine settimana si dedica alla sua passione, l’arte e inserendo Nola nella mappa delle gallerie che influenzano l’arte contemporanea. Era di Nola era Giordano Bruno, il filosofo condannato al rogo per eresia e poi rivalutato per il suo pensiero rivoluzionario e oggi una statua lignea a testa in giù lo ricorda nella sala del Comune.

Nola, colta e ridente cittadina di provincia, anche il sindaco Manfredi e sua moglie Cettina, medico dell’Ospedale di Nola, sono nati e cresciuti qui. E stanno insieme dai tempi del liceo. La forza della solidità della coppia. Ritorniamo a KLaus ( al quale il gallerista ha consentito di costruire una piscina di 30 cm di profondità nel suo spazio) che si rifà al filosofo greco Eraclito secondo il quale c’è un unico principio che governa il mondo: logos che significa al tempo stesso parola, discorso e principio ultimo.

Tutto è uno. L’uno non può esistere senza l’altro. Nell’impluvium cadono poche gocce, a ritmo zen, nella penombra la cadenza dei cerchi riflessi sul muro, dentro il “Body Tale” ( così si chiama la messa in opera di Klaus) si muove la performer Mena Risciano. L’effetto è ipnotico. Infine una promessa da parte del sindaco e della first lady: “Andremo presto a vedere l’installazione”. Con un po’ d’anticipo così mi faccio trovare pure io e una fumante e verace pasta e patate cucinata da Sabato.

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Januaria Piromallo

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