E’ stato il nonno a rapire il piccolo Eitan Biran, l’unico superstite della tragedia della funivia del Mottarone che il 23 maggio costò la vita di 14 persone, tra le quali c’erano i genitori, il fratellino e i bisnonni. Secondo Shmuel Peleg il bambino non era nelle giuste condizioni mentali e fisiche e in Italia era curato male.
Come riporta il Corriere della Sera, l’uomo ha diretto l’auto verso la Svizzera per imbarcarsi a Lugano su un volo charter privato per Tel Aviv con il nipotino di sei anni che aveva prelevato in casa della zia paterna. Si era recato lì per uno dei consueti incontri autorizzati dal giudice tutelare di Pavia.
A raccontarlo ai suoi legali in Italia, è stato proprio l’uomo. Indaga per sequestro di persona la Procura di Pavia, guidata da Mario Venditti, che andrà a stabilire se si trattava di un piano organizzato da tempo. I familiari del bambino che si contengono l’affidamento dell’unico superstite della tragedia della funivia del Mottarone.
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