Si torna a parlare del caso Denise Pipitone e nello specifico delle difficoltà avute dagli inquirenti nel corso delle indagini fatte all’epoca della sparizione della bambina, nel settembre del 2004. A farlo è l’ex maresciallo Francesco Lombardo che è stato uno dei primi ad avviare le attività investigative.
L’uomo ha spiegato a Storie Italiane che quando avviò le indagini ha ricevuto una lettera anonima in cui veniva intimato a lui e a tutte le persone che seguivano il caso di smetterla per “pensare alle loro famiglie”. Si sarebbe trattato, dunque, di vere e proprie minacce, in cui si rivolgevano pure alle famiglie dei carabinieri, che infatti furono messe sotto scorta.
L’ex maresciallo ha anche detto che nella lettera si spiegava che non si trattava di pedofilia o traffico di organi, come avevano ipotizzato gli inquirenti, ma che si sarebbe trattato di una vicenda familiare e per questo non si sarebbero dovuti interessare al caso. Dopo queste dichiarazioni, la conduttrice Eleonora Daniele, ha chiesto all’ex pm Di Pisa perché non siano state approfondite tale minacce, ma il giudice ha risposto attaccando La Angione, la pm che ha preceduto il suo incarico. La stessa che aveva detto a Storie Italiane che i fascicoli aperti per le minacce erano rimasti lì ma non furono approfonditi. Ancora, dunque, un altro aspetto poco chiaro sulla vicenda.
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