Paolo Di Lauro aveva un metodo ‘infallibile’ per scoprire chi all’interno del suo clan non rispettava una delle regole basilari per farne parte. Una sorta di legge ritenuta ‘sacra’ dal potente boss: gli affiliati non dovevano assumere droga. Una norma che se non rispettata costava l’espulsione dall’organizzazione criminale.
Numerose sono le storie che gravitano attorno al personaggio di Paolo Di Lauro. Tra queste c’è un trucco che aveva inventato il boss per verificare che i suoi soldati rispettassero la regola numero uno per far parte del clan. Pare, infatti, che in piena notte mandava a chiamare uno dei suoi scagnozzi e lo faceva accompagnare nella sua reggia, una volta arrivato gli offriva un grosso piatto di pasta.
Se l’affiliato rifiutava, dicendo di non aver appetito, per Di Lauro era la prova inconfutabile che avesse assunto cocaina. Tra gli effetti di questa droga, infatti, c’è proprio la perdita d’appetito. Quando la persona che aveva davanti non mangiava, veniva espulsa dal clan con effetto immediato. Il boss non transigeva sul mancato rispetto di questa regola, a raccontarlo ci sono tante testimonianze di molti collaboratori di giustizia.
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