Siamo alla conta. Il Premier Giuseppe Conte sta verificando in queste ore se ci potesse essere una possibile maggioranza pronta a sostenere un esecutivo da lui presieduto. Sarebbe il Conte – Ter, dopo il primo alla guida della coalizione Lega – Movimento 5 Stelle e quella attuale formata dai grillini e dal Partito Democratico.
Dopo la crisi scatenata da Matteo Renzi, al Senato i numeri dell’attuale maggioranza sono altamente a rischio. A Palazzo Madama i voti di Italia Viva sono di fatto indispensabili per la sopravvivenza del Governo. Conte dovrebbe cercare questi numeri tra i ‘responsabili’ di Forza Italia e del Gruppo Misto.
Tuttavia questa soluzione parrebbe molto remota. Ci troveremo di fronte ad un Governo molto debole e con una maggioranza davvero risicata. Per ottenere un esecutivo più forte e impermeabile a nuove crisi, le ipotesi in campo sarebbero due: un governo tecnico basato su di un’ampia maggioranza in Parlamento (guidato da un profilo altamente istituzionale ed europeista); un Governo appoggiato dalla stessa e attuale maggioranza ma con un altro Presidente del Consiglio.
Quest’ultima strada sarebbe quella più percorribile. E necessaria una premessa: il Conte – Bis non sta piacendo più agli italiani e di fatto, tra pandemia, riforme e recovery fund, il Paese è in fase di stallo. Considerato che Renzi nelle trattative delle ultime giornate ha rifiutato qualsiasi idea di rimpasto all’interno del Consiglio dei Ministri, è possibile che lo scopo politico della crisi sia quello di ‘far fuori’ il Premier Conte. Una soluzione assolutamente invisa al Movimento 5 Stelle e pare anche al Pd.
Eppure i Dem ne trarrebbero un doppio vantaggio: da una parte il Pd resterebbe partito di Governo, dall’altra potrebbe esprimere il nuovo Presidente del Consiglio e stringendo di fatto una sorta di ‘alleanza’ con Italia Viva, metterebbe ‘all’angolo’ i grillini.
Questi ultimi difficilmente sceglieranno di non appoggiare un nuovo esecutivo che li vedrebbe far parte della maggioranza. Quasi sicuramente non si andrà al voto, soprattutto senza una nuova legge elettorale e dopo la vittoria del ‘Si‘ per la riforma del taglio dei parlamentari: in troppi rischierebbero di non essere rieletti. Nel frattempo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella resta in attesa sugli aggiornamenti.
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