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Mareggiata in via Partenope, ignorato un allarme del 2009: “Si doveva intervenire”

All’indomani della mareggiata che ha colpito via Partenope, distruggendo la strada e creando numerosi danni alla maggior parte dei ristoranti che affacciano sulla strada, non mancano le polemiche. Ad accendere l’attenzione su un allarme ignorato del 2009 è stato Il Mattino, secondo cui ci sarebbe stata una segnalazione di pericolo in un documento dell’ex Autorità di Bacino.

Cosa è accaduto in via Partenope

Un documento che racchiuderebbe i rischi di tutte le coste della Regione Campania, dove è presente una mappa che specifica il livello di criticità di ogni zona. Dall’analisi, via Partenope, proprio nel punto in cui ci sono stati i maggiori danni – la curva in cui si trovano diversi ristoranti – si trova nella fascia di rischio nominata “R3”, con colore giallo “area di pericolosità di tracimazione e/o impatto delle opere di difesa“.

Qual è il rischio di mareggiata sulla costa di Napoli

Dal documento, dunque, era evidenziato un livello di allarme. Ora un’analisi del genere viene trasmessa al comune coinvolto, che dovrebbe stabilire le successive misure di messa in sicurezza. Nel caso specifico il Comune di Napoli non avrebbe preso alcuna decisione e questo pericolo è come se fosse “scomparso” negli anni, arrivando poi alla mareggiata di lunedì sera. Il livello di criticità indicato per via Partenope, così come per la costa di Posillipo, seppur non elevato, indica la possibilità di eventi pericolosi, “rari” ma “possibili”.

Nulla, però, sarebbe stato fatto. Aldilà della possibilità di limitare gli spazi, ci sarebbero poi strumenti, come scogliere sommerse, per mitigare il rischio, che però hanno costi estremamente elevati. Così, secondo quanto riporta il citato documento, il rischio era stato evidenziato già 11 anni fa, ma come spesso accade a Napoli, la logica della prevenzione lascia spazio a interventi a posteriori: agire sì, ma solo quando la “catastrofe” è già avvenuta.

redazione

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