Il cinema non ha età e Sophia Loren lo sa bene. Dopo 10 anni di assenza, l’attrice premio Oscar è tornata sul set e presto debutterà su Netflix grazie al film che la vede protagonista La vita davanti a sé. Una storia di solitudini e di riscatto che svela ancora una volta la bellezza, la forza e il talento di quest’attrice. La pellicola è tratta da La vie devant soi, bestseller internazionale di Romain Gary.
Racconta il rapporto particolare fra Madame Rosa, alias Sophia Loren, una superstite dell’Olocausto che a Bari aiuta i figli delle prostitute, e Momo, un 12enne senegalese che la deruba. I due formeranno una famiglia insolita, superando le rispettive solitudini. La vita davanti a sé è stato scritto da Ugo Chiti ed è diretto dal regista Edoardo Ponti. Il film arriverà su Netflix il 13 novembre 2020.
Una storia intensa che arriva a distanza di anni da La voce umana, ultimo lavoro della Loren, uscito nel 2013, e Nine, del 2009, dove l’attrice recitò per Rob Marshall. Inoltre, l’attrice ha anche svelato: “Non potrei essere più felice di collaborare con Netflix per un film così speciale. Nella mia carriera ho lavorato con tutti gli studios più importanti, ma posso dire con certezza che nessuno ha l’ampiezza di respiro e la diversità culturale di Netflix. Ed è proprio questo che apprezzo particolarmente”.
Inoltre, ha svelato Ted Sarandos, Chief Content Officer di Netflix: “Sophia Loren è una delle attrici più importanti e celebrate di tutto il mondo. Siamo onorati di dare il benvenuto a lei, a Edoardo e al team che ha portato questo film nella famiglia di Netflix. La vita davanti a sé è una storia bella e coraggiosa che, proprio come Sophia, affascinerà il pubblico in Italia e in tutto il mondo”.
Come riporta Repubblica, in esclusiva per il Venerdì in edicola domani la diva del cinema racconta a Natalia Aspesi tutto il suo entusiasmo di essere di nuovo davanti alla macchina da presa. «È una storia meravigliosa, un ruolo che aspettavo da tempo, a cui affido tutto il mio incrollabile amore per il cinema».
Come detto, è la terza volta che Sophia viene diretta dal figlio Edoardo, nato dal matrimonio con il produttore Carlo Ponti, scomparso nel 2007: era infatti già successo nel 2002 per Cuori estranei e nel 2014 per il cortometraggio La voce umana. «Lavorare con una persona che ti conosce come tu conosci te stessa è un autentico dono – ha continuato l’86enne attrice – e lui mi dà forza e sicurezza e non si arrenderà fino a quando non darò il massimo. Con lui dietro la macchina da presa sono stata libera di dare tutta me stessa e conserverò quest’esperienza per sempre, sia come attrice sia come madre».
Sentimenti che sono ovviamente gli stessi del giovane Ponti che afferma: «Sono molto, molto orgoglioso di mia madre perché è una sopravvissuta. È un purosangue nel senso migliore del termine e non si arrenderà mai fino a quando non avrà raggiunto quel livello di autenticità per il suo personaggio».
Capelli d’argento e volto segnato dalle rughe, oggi Sophia Loren, è annoverata tra le artiste più celebri della storia. Il suo stile inconfondibile, il talento nel recitare e la bellezza senza tempo, l’hanno resa un’icona intramontabile. Ed infatti, la grande diva ci insegna ancora oggi come il fascino sia in grado di andare oltre al tempo che passa.
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