Era arrivata in ospedale lo scorso 12 maggio in gravi condizioni. La figlia disse ai medici che la madre soffriva di calcoli renali. Poi in poche ore la tragedia, Lucia Caiazza è deceduta presso il nosocomio di Frattamaggiore.
La donna, 52enne e madre di due figlie, aveva riportato gravi fratture e lesioni interne. L’autopsia eseguita successivamente ha rivelato forti ecchimosi, milza spappolata e setto nasale rotto. Sono stati questi traumi ad aver causato la morte di Lucia.
Quest’ultima ha avuto un grave incidente il mese di aprile. Ma prima c’è stato il lockdown vissuto a casa del compagno Vincenzo Garzia che ha sempre negato qualsiasi violenza commessa ai danni di Lucia.
I carabinieri della stazione di Casavatore, alle prime luci dell’alba, hanno rintracciato ed arrestato Garzia Vincenzo, 47 enne di Arzano, già noto alle forze dell’ordine, in esecuzione di un provvedimento emesso dal G.i.p. Del Tribunale Napoli Nord di Aversa, su richiesta della locale Procura.
L’autorità giudiziaria, concordando con le risultanze investigative del comando arma di Casavatore, ha ritenuto il Garzia gravemente indiziato del reato di omicidio preterintenzionale (584 c.p.), lesioni aggravate (582 c.p., 583 c.p. 2°e 3°) e circostanze aggravanti ergastolo (577 c.p., 4° in relazione art.61 c.p.), commesso nel mese di maggio 2020, in danno della sua compagna e convivente Caiazza Lucia, 52 enne di Casavatore.
Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Napoli Nord di Aversa e realizzate dal comando stazione carabinieri di Casavatore, attraverso numerose attività tecniche e di intercettazioni ambientali e telefoniche, escussione di cospicuo numero di persone informate sui fatti, indagini telematiche, hanno permesso di riscontrare un esaustivo quadro indiziario nei confronti del Garzia Vincenzo che in più occasioni avrebbe percosso la compagna Caiazza Lucia procurandole lesioni gravissime fino a provocarne il decesso, avvenuto presso il nosocomio san Giovanni di Dio in Frattamaggiore in data 14.05.2020.
L’uomo è stato tradotto presso il carcere di Poggioreale.
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