Rivolte fuori e dentro le carceri, con i parenti dei detenuti che si sono recati all’esterno dei penitenziari per sostenere i propri familiari reclusi. Le proteste sono andate in scena in tutta Italia. In Campania, disordini a Salerno – presso il carcere di Fuorni – e a Napoli nel penitenziario di Poggioreale.
In entrambi i casi parte degli istituti di reclusione sono stati distrutti. Ci sono stati feriti sia tra gli agenti che tra i detenuti. A Napoli, un’onda ‘Rosa‘ ha caratterizzato le proteste all’esterno del carcere di Poggioreale, con un fiume di donne riunite per protestare contro le condizioni disumane della detenzione. A circondarle un drappello numeroso di forze dell’ordine.
Poi la tragedia di Modena. Dal penitenziario della città emiliana è pervenuto un bollettino da guerra: ben sei i detenuti morti durante le proteste. Ma siamo sicuri che questa emergenza scoppiata dietro le sbarre sia dovuta soltanto all’allarme causato dal oronavirus?
Assolutamente no! Da anni le istituzioni, lo Stato e il Ministero della giustizia sono a conoscenza delle drammatiche condizioni igieniche, di insicurezza e di sovraffollamento che caratterizzano le carceri italiane. Un problema grave e che rappresenta una vera e propria sconfitta per il nostro Stato di Diritto.
I politici non si nascondino dietro al covid19 e dicano la verità agli italiani. Chiedano scusa ai cittadini perché l’emergenza carceri è stata da sempre accantonata e messa da parte dagli ultimi governi. A partire dagli esecutivi berlusconiani che non hanno riformato la giustizia, passando per il governo Renzi prima e Gentiloni poi che non hanno approvato la riforma dell’ordinamento penitenziario, finendo ai due esecutivi giallo–verde e giallo–rosso che hanno rappresentato l’acme della cultura giustizialista e manettara italiana.
Ad oggi quello che sta accadendo fuori e dentro le carceri italiane è una vera e propria mattanza causata dalla cecità di chi ci ha governato e di chi ci sta governando. Basta lacrime di coccodrillo, i politici e i governanti si diano da fare rischiando anche di essere impopolari e di perdere consenso. Non sarebbe meglio perdere qualche voto che la propria dignità?
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