Ha combattuto la sua battaglia fino all’ultimo giorno. Ma il male che lo ha colpito spegnendone lentamente il sorriso ha avuto il sopravvento. Così Napoli sta piangendo Francesco Manes, 51enne tra i più famosi restauratori partenopei.
Francesco aveva il Vesuvio nel cuore e la lava nelle vene. Questo non è un caso visto che è nato a Portici, cittadina vicinissima al vulcano e in provincia di Napoli. La sua carriera è iniziata nel 1989 diplomandosi all’Istituto d’Arte di Torre del Greco.
Dopo aver fatto la gavetta presso il laboratorio di restauro del Real Museo di Capodimonte, Francesco ha aperto una sua bottega nel 1995 all’interno della Galleria Umberto di Napoli. Poi il passaggio ad un spazio più intimo, nel cuore dei Quartieri Spangoli.
La sua vita è stata spesa per la cultura partenopea. Il suo lavoro si è concentrato prevalentemente per i quadri appartenenti alla scuola napoletana del ‘600 e del ‘700. A partire dal 2005, invece, ha iniziato a produrre e vendere opere proprie.
I social sono stati letteralmente invasi dai messaggi di affetto e solidarietà per Francesco e la famiglia Manes. Per chi volesse dargli l’ultimo saluto, i funerali sono previsti per domani, sabato 4, alle 10.30. L’appuntamento è presso la Chiesa della Salute di Portici.
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