Qualche temporale che si è abbattuto su Napoli nei giorni scorsi ha sistematicamente causato l’allagamento e lo stop del trasporto su rotaie. Il nubifragio di ieri ha letteralmente trasformato l’intera città, dal centro alla periferie, in una grande piscina di acqua e fango.
Caso ha voluto che tale vicenda accadesse alla vigilia dell’anniversario relativo all’inaugurazione della tratta ferroviaria Napoli-Portici. Era il 1839, sono passati 180 anni. E ad oggi, alle soglie del 2020, è bastata una pioggia anche se molto violenta, per mandare in dissesto un intera metropoli.
A quanto pare da Re Ferdinando II di Borbone al Sindaco Luigi De Magistris ne è passata di acqua sotto i ponti. La differenza è che mentre il Sovrano del Regno delle due Sicilie pose le basi per i trasporti ferroviari in Italia, dopo 10 anni di amministrazione arancione continuiamo ad avere strade, infrastrutture, trasporti e sistema fognario al collasso.
A scrivere non è nè un neoborbonico nè un nostalgico. Ma i fatti sono evidenti e sotto gli occhi di tutti. L’amministrazione arancione targata Dema è al tramonto, per fortuna, ma i danni creati sono stati enormi. Se l’eredità che ha avuto De Magistris non è stata facile, quella che avrà il futuro sindaco sarà disastrosa.
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