Luoghi esotici, il vecchio west, i vicoli di Napoli e il porto di una qualsiasi città di mare. Ecco dove ci ha trasportati Bud Spencer, o meglio Carlo Pedersoli. Il poliedrico attore che ha dichiarato di aver, “fatto tutto nella vita, tranne il fantino e il ballerino classico“, è scomparso nel 2016.
Le sue smorfie e quel fisico da ‘gigante buono‘ rimarranno per sempre impressi nei nostri cuori. L’immaginario creato da Bud con i film ai quali ha preso parte è di fatto immortale. E attraverso la mostra multimediale, in scena nel prestigioso Palazzo Reale di Napoli (fino all’8 dicembre), ha ripreso vita per la gioia dei fan del grande Pedersoli.
Sette le aree dedicate all’attore che è stato prima di tutto un campione di nuoto e poi anche un musicista e un pilota di aerei. Un percorso che racconta la vita di Bud Spencer a partire dalla sua nascita nel borgo di Santa Lucia a Napoli. Poi la guerra, le prime esperienze lavorative in Sud America e le medaglie conquistate in vasca, dove per l’occasione la sala è stata trasformata in una piscina virtuale.
Ci si rende conto di essere entrati dentro la carriera cinematografica, iniziata per caso, di Bud Spencer quando si mette piede nell’ambientazione western di “Lo chiamavano Trinità“. Il tutto è accompagnato da filmati e interviste dedicate all’attore. Poi i premi cinematografici e i riconoscimenti istituzionali (Carlo Pedersoli è stato “Grande ufficiale al merito della Repubblica Italiana“, nonché ambasciatore per l’UNICEF).
Infine, una doppia parentesi, una dedicata alle altre due vite di Bud Spencer – quella da musicista e quella da pilota – e l’altra relativa alle mitiche zuffe protagoniste dei film che Pedersoli ha interpretato insieme a Terence Hill. Risse senza sangue e violenza che hanno sempre e solo strappato sorrisi.
Se proprio dovessi trovare l’ago nel pagliaio, direi che la mostra non ha tantissimo materiale. Ma l’allestimento è la sua forza, così come lo è il fulcro di tutta l’installazione: ovvero Bud Spencer. Quest’ultimo compare in una gigantografia nei panni del mitico Piedone.
Ho passeggiato nella sala Dorica avendo sempre un sorriso stampato sul volto. I ricordi dell’infanzia sono emersi dopo ogni sguardo donato a una foto o a un filmato. Un’improvvisa felicità che mi ha portato indietro nel tempo, quando a casa, in famiglia, guardavamo i film di Bud Spencer.
LE FOTO –
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