Sono chiamati i “condannati di fuori“, cioè i parenti de detenuti in fila che attendono di entrare in carcere per sostenere il colloquio con il proprio parente detenuto. Un vero e proprio inferno come affermato da Pietro Ioia.
L’ex detenuto, oggi attivista per i diritti dei carcerati attraverso l’associazione Ex Detenuti Organizzati Napoletani (Ex D.O.N.), ha raccontato tutto in un articolo pubblicato da Cronache di Napoli.
Ore di attesa solo per entrare, tutti ammassati all’esterno del carcere. Poi altro tempo perso all’interno, spesso in piedi vista la folla che si reca al penitenziario (anche centinaia di persone). Uomini, donne e bambini vittime di caldo o freddo in base al clima.
Spesso capita anche che i colloqui vengono rinviati, per le troppe persone che aspettano, rispetto al tempo che ci vuole per incontrare il proprio parente. Di conseguenza tutti i sacrifici fatti vengono vanificati.
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