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Napoletano ucciso in Messico, il silenzio dei due “amici” e il giro di macchinari taroccati

Ammazzato in un ristorante italiano di Città del Messico davanti a due connazionali che al momento non proferiscono parola. Tante ipotesi ma nessuna pista al momento concreta nelle indagini sull’omicidio del napoletano Salvatore De Stefano, 35 anni, ucciso la sera di mercoledì 3 aprile mentre stava mangiando nel ristorante “Bella Donna” insieme ai connazionali Luca e Domenico, di 35 e 55 anni, il cui silenzio non agevola le investigazioni delle autorità americane.

Si tratta del secondo omicidio nel giro di un anno di un napoletano (a novembre 2018 venne assassinato Alessandro De Fabbio), oltre ai tre partenopei scomparsi il 31 gennaio 2018 a Tecalitlan e di cui non si hanno più notizie. Si tratta di Antonio Russo, il padre Raffaele e il cugino Vincenzo Cimmino, originari della zona delle Case Nuove e in Messico da anni a commerciare generatori elettrici. Nonostante gli appelli dei familiari e timidi interessamenti del Governo italiano, da 14 mesi non si sa nulla del destino dei tre. L’ultima traccia risale al 31 gennaio dello scorso anno quando Antonio e Vincenzo, alla ricerca di Raffaele, nei pressi di un distributore di benzina, vennero fermati dalla polizia e probabilmente consegnati a un gruppo criminale locale.

La morte di Salvatore De Stefano potrebbe essere sempre legata al giro di generatori. Secondo la stampa messicana l’uomo vendeva dei macchinari che spacciava di fabbricazione tedesca mentre, in realtà, erano stati prodotti in Cina.

Raggiunto da due proiettili, De Stefano è morto poco dopo all’Hospital Ruben Lenero. Il sito messicano “La Silla Rota” ha diffuso un’immagine ripresa dalle telecamere di sorveglianza che sembra mostrare il presunto sicario, un uomo di età compresa fra 25 e 30 anni che indossava un cappellino, fuggito su una motocicletta guidata da un complice.

Il delitto sembra ruotare intorno alla vendita di generatori elettrici probabilmente taroccati, utilizzati dai narcos per raffinare la droga. “L’Ambasciata d’Italia a Città del Messico, in stretto raccordo con la Farnesina e con le autorità locali, segue con la massima attenzione il caso di Salvatore De Stefano, deceduto nella capitale messicana”. È quanto rende noto la Farnesina, sottolineando di essere “in contatto con la famiglia del connazionale per garantire ogni possibile assistenza”.

 

redazione

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