Ucciso di botte, il retroscena sul funerale di Giuseppe: sbagliata la foto sui manifesti funebri

Dai lividi che aveva sul corpicino quando andava a scuola alla clamorosa gaffe della foto sbagliata pubblicata sui manifesti funebri affissi per le strade di Pompei in occasioni dei funerali celebrati sabato scorso.

Continuano ad emergere particolari e retroscena inquietanti sulla morte del piccolo Giuseppe, il bimbo di 7 anni ammazzato di botte dal Tony Sessoubti Badre, il compagno della madre Valentina Casa, 31enne originaria di Massa Lubrense che si era trasferita da pochi mesi a Cardito con i suoi tre figli.

Durante la trasmissione “Chi l’ha visto?“, andata in onda mercoledì sera, è stato sottolineato come sui manifesti funebri di Giuseppe è stata pubblicata una foto sbagliata. “Al posto della vera foto di Giuseppe è stata pubblicata un’altra dello zio quand’era piccolo, presa dal profilo Facebook della mamma e pubblicata nel 2016″. Un clamoroso errore che ha tratto in inganno, tutti, giornalisti compresi e che sottolinea come, sempre, più spesso superficialità e sensazionalismo prendono il sopravvento quando accadono tragedie simili.

“Giuseppe è questo bimbo qui – si ascolta nella parte finale del servizio andato in onda su rai 3 – e oggi a guardarlo tutti dovremmo provare un po’ di vergogna”.

Proseguono intanto le indagini della procura di Napoli nord e della Squadra Mobile per far luce sulle eventuali responsabilità della mamma di Giuseppe, presente al momento delle violenti percosse subite dai due figlioletti più grandi. Con un provvedimento d’urgenza depositato mercoledì mattina, il Tribunale per i Minorenni presieduto da Patrizia Esposito ha sospeso la potestà genitoriale sia a Valentina che al padre naturale dei bambini, Felice Dorice, che vive a Pompei.

Al vaglio degli inquirenti anche le mancate segnalazioni della scuola dove il piccolo Giuseppe si presentò con dei lividi ma nessuno chiese chiarimenti alla famiglia e denunciò l’accaduto.

Tony, 24 anni, è detenuto in isolamento nel padiglione Avellino del carcere di Poggioreale. Si è detto pentito di quello che ha fatto. Vuole pagare la sua pena e ha spiegato – tramite il suo legale Michele Coronella – di amare quei bambini che poi ha selvaggiamente picchiato. Dovrà ora difendersi dall’accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi e lesioni aggravate.

IL VIDEO DEI FUNERALI E LE MINACCE ALLA MADRE:

redazione

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