Secondo le autorità messicane i tre napoletani scomparsi, Raffaele Russo, Antonio Russo e Vincenzo Cimmino rispettivamente padre, figlio e nipote, gestivano un traffico di vendita di generatori elettrici falsi. Sarebbe questo il motivo che ha spinto il Cartel Nueva Generaciòn de Jalisco, organizzazione criminale che controlla gli affari illeciti della zona, a punirli.
I tre napoletani, per le autorità, avrebbero venduto a chi non dovevano un prodotto falso, cosa che ha generato l’ira di questo gruppo criminale messicano, noto per utilizzare riti punitivi spietati verso i propri nemici.
Questo sistema di rete commerciale era ben avviato ed è talmente grosso che è impossibile pensare fosse gestito solo dai tre napoletani. Tre anni fa, infatti, era sparito un altro italiano a Veracruz, luogo di smercio dei prodotti provenienti dalla Cina. Si tratta di Roberto Molinaro, anche lui trafficante di generatori, scomparso tre anni fa, il suo corpo non è mai stato ritrovato.
Secondo quanto riportato da La Stampa, pare che la famiglia Russo avesse rapporti con questo Molinaro, tutto porterebbe a credere che fossero all’interno della medesima rete commerciale. E considerate le sue sorti, si teme per quelle dei tre napoletani. Da tempo le autorità italiane stanno cercando di capire se dietro questo giro di affari ci sia la camorra o altro.
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