A Napoli si sa le tradizioni vanno rispettate, sopratutto durante le feste. E alla vigilia di Natale (così come a quella di Capodanno) è d’obbligo mangiare la pizza fritta a pranzo. Ma come è nata quest’usanza tutta partenopea e dove si può mangiare questa squisitezza il 24 dicembre?
La storia napoletana insegna che la sera della Vigilia ‘si mangi di magro’ con pesce e verdure per preparare lo stomaco alla grande abbuffata del giorno di Natale, dove il menù è tutto a base di carne. Ecco allora i napoletani per sopperire alla leggerezza del cenone del 24, hanno inventato per pranzo una squisitezza culinaria, a base di cigoli, pepe e ricotta ‘a pizza fritta’.
E oggi è diventata un’istituzione, non c’è napoletano, turista che tra un regalo ed un acquisto dell’ultima ora non si fermi in uno dei locali storici del centro e la gusti in piedi o seduto, da solo o in compagnia… in pieno rispetto prezzo /qualità!
Completa, bianca con cicoli o provola e pepe, è sempre irresistibile. La Masardona, dal 1945 nei pressi della stazione, è una delle pizzerie più amate dai napoletani, dove la qualità dei prodotti si sposa alla tradizione e alla calorosa accoglienza.
Da Zia Esterina non esistono varianti, una sola pizza fritta farcita con ricotta e provola di bufala fresca de Il Casolare di Avignano, pomodoro San Marzano Dop; salame Napoli e cicoli di maiale prodotti dall’Azienda Carcia di Avellino e pepe nero del Thalassery.
Nel cuore della Sanità, tra vicoli e panni stesi, se il 24 dicembre si è nei paraggi bisogna andarci assolutamente e ordinare per tradizione la pizza fritta a pranzo. L’impasto è morbido, i prodotti sono di qualità ed il proprietario Ciro fa sentire tutti come a casa.
Nel cuore di via Tribunali a pochi passi da piazza San Gaetano ha sede una delle pizzerie storiche di Napoli, passata alla storia nel 1994 quando Bill Clinton assaggiò la famosa pizza a libretto e fu subito amore.
Dal 1860 è uno dei riferimenti per i patiti della pizza fritta. È un locale che serve e prepara solamente pizza fritta, componendo in maniera diversa i classici ingredienti base: ricotta, cicoli, salame, fiordilatte, pomodoro e pepe; oltre a provola, scarola e olive nere. Null’altro, oltre le bibite, arriva in tavola nella piccola sala da 30 posti.
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