Scampia

Michele Zagaria e la metropolitana di Napoli: la confessione dell’ex sindaco di Gragnano

Sono passati 40 anni da quel momento, ma dopo tanto tempo i ricordi riemergono nella mente dell’ex sindaco di Gragnano Michele Serrapica. L’uomo ha qualcosa da dire in merito alla conoscenza di Michele Zagaria, avvenuta durante il corso della costruzione della Metropolitana di Napoli negli anni ’80. L’ex capo dei Casalesi infatti è partito proprio dalla città e deve la sua fortuna alle gallerie.

Oggi, come riporta Metropolis, Serapica ricorda i giorni passati nel cantiere della metropolitana di Napoli quando su un escavatore c’era proprio lui, Zagaria, in compagnia del fratello Pasquale, all’epoca minorenne. Michele lavorava con il fratello nei cantieri come scavatore mettendo a disposizione della società le macchine, ma proprio in quest’ambito iniziò a svilupparsi la mentalità criminale e Capastorta, venuto a conoscenza di diverse situazioni e patti loschi, chiese ed ottenne la sua prima grande tangente.

Proprio da quel danaro, portato poi nelle campagne di Casapesenna, iniziò l’ascesa criminale di Zagaria, che diventerà negli anni il “Re del cemento”. Imprenditore e costruttore in tutta Italia, l’ex capo dei Casalesi partì dal nulla per arrivare ad essere uno degli uomini più ricchi del mondo. Armato di una pistola riuscì ad ottenere quel miliardo e mezzo che gli permise di diventare poi l’uomo potente che oggi tutti conoscono, in una valigetta di finta pelle i soldi gli furono consegnati i soldi che servirono a redigere un impero nato sottoterra, proprio come poi è tramontato (Capastorta fu arrestato in un bunker costruito sotto un’abitazione a Casapesenna). A Repubblica un testimone dell’epoca ha raccontato l’episodio:

“Zagaria fece sapere che aveva fatto investimenti importanti sui mezzi per la Metropolitana, che non ci si poteva liberare su due piedi di un’impresa. Voleva quel miliardo e mezzo. E lo ottenne. È evidente che ci fu una riunione, allora avevamo una dozzina di grandi nomi dell’edilizia nazionale. Pagarono. Ricordo l’auto che servì a quella missione. Michele ottenne i contanti e non si fece più vedere. I cugini hanno continuato a fare il loro lavoro”. 

Fabiana Coppola

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