Sono parole di dolore quelle di Gennaro Giglio, il padre del piccolo Antonio morto quattro anni in circostanze analoghe a quelle che hanno portato alla morte di Fortuna Loffredo nel Parco Verde di Caivano, per la cui morte è stato condannato all’ergastolo Raimondo Caputo. Quella che all’epoca fu definita una disgrazia avvenne un anno prima dell’omicidio di Chicca.
Antonio Giglio precipitò all’età di tre anni dalla finestra dell’ottavo piano della casa di sua nonna, la madre di Marianna Fabozzi, in un palazzo del Parco Verde. All’epoca la morte del piccolo fu archiviata come un incidente, ma dopo l’omicidio di Fortuna Loffredo è emersa l’ipotesi che anche il bambino fosse stato ucciso come Chicca.
Secondo il padre non ci sono dubbi, a gettare Antonio nel vuoto sarebbe stata la madre Marianna, condannata a 10 anni di reclusione nel processo per la morte di Fortuna Loffredo per aver coperto gli abusi sessuali di Caputo, suo ex compagno, sulle figlie, con la complicità della madre, accuse pesanti quelle di Gennaro:
“Qual è la giustizia per me? Non ce la faccio più. Il caso di Fortuna si è chiuso, quello di mio figlio è fermo da anni. Io non credo, e non l’ho mai creduto, che Antonio sia caduto in modo accidentale. Quella (Marianna Fabozzi, ndr) ha nel suo animo il diavolo. Sono convinto che sia stata lei, e che l’omicidio di mio figlio, perché si questo di tratta, è stato coperto dalla mamma di Marianna, che appartiene ad una famiglia di “rispetto”. Lì, in quel palazzo maledetto, dove sono stati arrestati e condannati anche altri pedofili, la gente ha paura della famiglia Fabozzi-Angelino“.
Sono parole di disperazione quelle di Gennaro, che vuole solo giustizia per la morte del suo bambino:
“Sono quattro anni che aspetto di sapere chi ha ucciso mio figlio Antonio, che aveva solo tre anni e che si è sfracellato al suolo dopo un volo di venti metri. Forse perché era solo un bambino del parco Verde, polizia e magistrati hanno liquidato la vicenda in fretta e furia. Una disgrazia, dissero all’epoca. Un errore dico io. Se avessero indagato con più attenzione, ora non avrebbero sulla coscienza la morte di Chicca, la piccola Fortuna Loffredo, abusata e uccisa, un anno dopo, alla stessa maniera di mio figlio, nello stesso maledetto isolato 3, quello dei pedofili“.
Gennaro Giglio è un padre che ha perso suo figlio, ora attende che si chiarisca cosa sia accaduto, per lui non è stata una disgrazia ma un brutale omicidio.
Fonte: Il Mattino
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