Da sinistra, Cesare Pagano, Gennaro Notturno, Antonio Landieri, Raffaele Amato
Era il 6 novembre del 2004 quando Antonio Landieri, giovane disabile, è stato ucciso a Scampia per errore nell’ambito della sanguinosa faida tra il clan Di Lauro e quello scissionista degli Amato–Pagano.
L’autore dell’omicidio, Gennaro Notturno detto ‘o Sarracino già detenuto, come riportato da Il Roma ha deciso di pentirsi. Agli inquirenti avrebbe anche fatto il nome del boss Raffaele Amato alias ‘a Vecchiarella come mandante di quell’agguato il cui obiettivo non era certo Landieri.
Il 23 gennaio scorso la DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Napoli su disposizione del Tribunale ha emesso le ordinanze di custodia cautelare per i presunti esecutori e mandanti di quel raid fallito ma che ha causato la morte del giovane disabile.
Destinatari del provvedimento d’arresto sono stati: Cesare Pagano (boss degli Scissionisti, insieme a Raffaele Amato, detenuto al 41 bis), Giovanni Esposito, Gennaro Notturno, Davide Francescone e Ciro Caiazza. Notturno avrebbe confessato agli inquirenti che Raffaele Amato ha ordinato di uccidere i fratelli Meola, fedelissimi del clan Di Lauro e gestori della piazza di spaccio ai Sette palazzi. Sarebbero stati l’oro il vero obiettivo del gruppo di fuoco del sodalizio scissionista.
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