Ciro Guarente scrive dal carcere di Santa Maria Capua Vetere in cui è rinchiuso. Pagine su pagine di une “verità” raccontata dall’assassino di Vincenzo Ruggiero, l’attivista gay di Parete prima ucciso e poi fatto a pezzi per gelosia. Guarente vedeva il bel 25enne come un rivale perchè da qualche mese il ragazzo viveva nell’appartamento di Heven Grimaldi ad Aversa, la trans fidanzata con l’omicida da ben 7 anni. Non è stata però una sua personale ossessione a spingerlo ad odiare e poi a decidere di eliminare quella presenza solare e fresca che si era insinuata nella loro vita.
Secondo quanto scrive l’assassino, ci sarebbe stato un istigatore morale in tutto questo tempo a spingerlo ad odiare Vincenzo, a provare per lui una folle gelosia. Quello che però attira l’attenzione degli investigatori è un altro punto fondamentale che si trova nelle righe scritte dall’ex marine, un punto su cui gli inquirenti hanno indagato fin da subito. Ciro racconta di aver ucciso Enzo quella notte tra il 7 e l’8 luglio con due colpi di pistola e di averlo trasportato in un sacco della spazzatura, ma scrive anche che qualcun’altro lo avrebbe aiutato a fare a pezzi il cadavere del 25enne. La vittima era alta quasi 1 metro e 90, l’assassino nemmeno 1 metro e sessanta.
Fonte: Il Mattino
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