Dopo la scossa di terremoto di magnitudo 4.2 registrata alle quattro del mattino nelle province di L’Aquila, Rieti e Teramo, già colpite nei mesi scorsi, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) tiene alto il livello di attenzione.
“L’attenzione resta alta perché i livelli di sismicità nell’area sono superiori alla media” afferma Salvatore Stramondo, direttore del Centro nazionale terremoti dell’Ingv. Dal sisma che ha colpito Amatrice lo scorso 24 agosto, ha sottolineato l’esperto, “nel centro-Italia abbiamo registrato 61 eventi sismici, incluso quello di oggi, con magnitudo tra 4 e 5. Dunque – avverte – non si possono escludere altre scosse di magnitudo analoga nell’area“. Il sisma di oggi, chiarisce, “rientra nella stessa sequenza iniziata lo scorso agosto col terremoto che ha colpito Amatrice, si tratta cioè della stessa faglia e non c’è, dunque, un nuovo fronte che si apre”.
Dopo la scossa di magnitudo 4.2, nella zona del Centro Italia sono state registrate altre 22 lievi scosse (tre di magnitudo superiore o uguale a 2) fino alle 9 del mattino. L’evento – spiega Stramondo – “si colloca in un’area a pericolosità sismica molto elevata e va considerato come un evento appartenente alla sequenza sismica di Amatrice-Norcia-Visso, legata all’estensione in atto lungo la catena appenninica”.
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