Morte Paolo Villaggio, il ricordo del napoletano Ciro Esposito: insieme in “Io speriamo che me la cavo”

Lo scorso lunedì mattina si è spento Paolo Villaggio, l’attore genovese aveva 84 anni. Dopo un mese e mezzo di ricovero in ospedale il comico è stato trasferito alla clinica Paideia di Roma dove ha vissuto gli ultimi giorni della sua vita. Sono stati i figli a chiarire le cause di decesso: “Soffriva di diabete e ultimamente aveva avuto un’infezione, lo sapeva ma non si curava“. Oggi i funerali nella capitale, verrà prima allestita una camera ardente in Campidoglio alle 10.30 nella Sala della Protomoteca del Campidoglio fino alle 16.30. Poi alle 18.30 il feretro sarà portato nel cuore di Villa Borghese, alla casa del Cinema, presso il Teatro all’aperto Ettore Scola, dove si terrà una cerimonia laica. Infine alle 21.30 sarà proiettato il film “Fantozzi” di Luciano Salce del 1976, preceduto da un contributo video dello stesso Villaggio.

In molti hanno espresso le condoglianze per ‘artista scomparso e hanno scritto post per ricordarlo. La testata Fanpage ha intervistato l’attore napoletano Ciro Esposito, recitò con Villaggio nella celebre pellicola “Io speriamo che me la cavo” diretta da Lina Wertmuller, le sue parole commosse sono state: “Paolo è stato il primo grande maestro cinematograficamente parlando, non solo il maestro nel film ‘Marco Tullio Sperelli’, ma un maestro di vissuto cinematografico.Noi tutti lì eravano 14 bambini, quindi potrai immaginare, era un macello sul set. Ci aspettavamo il Fantozzi, ma Paolo era tutt’altro che il Fantozzi che ci aspettavamo noi. Una persona molto seria, molto ligia, molto precisa, poco goffa..Serioso. Conoscerlo dal vivo e capire che era un uomo totalmente diverso dal personaggio che ha sempre interpretato e che l’ha reso famoso, l’ha reso un’icona agli occhi di noi italiani e non solo, faceva strano, soprattutto attraverso gli occhi di un bambino di 8 anni“.

Un ricordo indelebile quello del bullo del film, Raffaele Aiello, il più “cattivo” della classe, quello che alla fine del film impara una lezione di vita proprio grazie al maestro Sperelli: “Ti ripeto, scioccante per noi che abbiamo vissuto attraverso un film cult l’icona Villaggio..Dobbiamo molto a lui. E’ come se in qualche modo venisse a mancare un pezzo di quelle fondamenta che poi hanno costruito quello che sono adesso. C’è la frase, l’ultima battuta del film, che era rivolta proprio a lui e diceva ‘Perchè la scuola fa schifo, ma a voi no. E’ questo che un po’ mi è mancato oggi potergli dire..Poterlo salutare e dirgli ‘Paolo, ma lo sai che ti voglio bene?“.

Fabiana Coppola

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