Sarà passata circa una settimana da quando i carabinieri del Ros, su ordine della Dda (Direzione Distrettuale Antimafia), hanno arrestato e portato in carcere i fratelli e imprenditori Aniello e Raffaele Cesaro. Entrambi sono stati accusati di collusione con il clan camorristico dei Polverino per la gestione del mega appalto da circa 40 milioni di euro che riguarda il Pip, ovvero l’area industriale di Marano, comune nell’area Nord di Napoli. Oggi anche l’altro fratello dei Cesaro, Luigi, è finito nel registro degli indagati della Procura nell’ambito della stessa indagine.
Ex presidente della Provincia di Napoli dal 2009 al 2012, Luigi Cesaro (detto Giggino ‘à Purpetta) è accusato dal Pm Maria Di Mauro, (la cui indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli) di minacce e pressioni nei confronti di un’architetta del comune di Marano che ha evidenziato alcune irregolarità nelle opere realizzate al Pip.
I carabinieri del Ros, guidati dal colonnello Gianluca Piasentin, hanno notificato la comparizione in Tribunale nei confronti del deputato di Forza Italia che difeso dall’avvocato Vincenzo Maiello potrà rispondere delle accuse che gli sono state rivolte dalla Procura.
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