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Condannata Rosaria Aprea, l’ex miss condannata per stalking con le amiche

E’ arrivata la sentenza in primo grado nei confronti di Rosaria Aprea e delle sue amiche Jeanette Butria e Marianna Biffone accusate per stalking. Lei è l’ex miss di Caturano, nota per aver denunciato nel 2013 il suo ex fidanzato per violenze e percosse, l’uomo in un’aggressione le spappolò la milza. Dopo un paio di anni la situazione, però, si è capovolta totalmente.

L’Aprea è passata da vittima a carnefice. Era il 13 aprile del 2016, quando investì Pasquale Russo, giovane imprenditore del casertano, che aveva frequentato per qualche mese e da cui ha avuto anche un figlio. In quell’occasione fu denunciata per stalking. Il 24 dicembre scorso, però, violò il divieto di avvicinamento all’ex e andò con le sue amiche Biffone e Butria a casa del padre, dove minacciò lui e la sua compagna. Secondo l’accusa l’Aprea e l’amica provarono anche ad aggredire la donna, che aveva un neonato in braccio. L’ex miss con le amiche furono denunciate e finirono agli arresti domiciliari.

Dopo poco è arrivata la sentenza del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Rosaria Aprea è stata condannata per stalking a 3 anni di reclusione, l’amica Jeanette Butria a 2 anni e 4 mesi e Marianna Biffone a 1 anno e mezzo pena sospesa. Tutte e tre sono state assolte per l’accusa di aggressione e diffamazione. I legali dell’ex miss hanno già presentato una revoca della misura restrittiva e per ora Rosaria non dovrebbe andare in carcere.
La decisione del giudice va rispettata, ma, in tutta franchezza, ci lascia molto perplessi. In fase dibattimentale, abbiamo dimostrato, con prove documentali, non con chiacchiere, l’inaffidabilità di Russo, facendo franare, tra l’altro, la sua fantasiosa ricostruzione della vicenda di aprile, a Portico. Circostanza nella quale filmati di videosorveglianza hanno restituito la verità dei fatti: non ci fu contatto tra l’auto di Rosaria e Russo. E potrei proseguire con altri esempi. Credo che il giudice non abbia tenuto nella dovuta considerazione questi elementi“, questa la spiegazione di Giuseppe Foglia, uno dei legali dell’Aprea. Bisognerà attendere, dunque, gli altri gradi di giudizio, questa però resta una vicenda che ha destato molto scalpore nel casertano, l’ex miss era diventata anni fa il simbolo dell’antiviolenza sulle donne, oggi invece è lei a essere stata condannata.

redazione

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