Lo scorso giugno non rimase vittima di un agguato ma fu lui stesso ad organizzare tutto e a eliminare due persone affiliate al clan degli Amato-Pagano.
Nonostante la giovane età, è poco più che 16enne, ha già una spessore criminale di tutto rispetto agevolato anche dai legami, strettissimi, di parentela con i boss (Raffaele Amato e Cesare Pagano) del cartello scissionista. Il giovane è stato arrestato martedì sera dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e della tenenza di Melito, che hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Gip presso il tribunale per i Minorenni di Napoli, su richiesta della locale procura, con le accuse di omicidio aggravato da finalità mafiose e di detenzione e porto illegale di armi da guerra.
Secondo l’accusa il giovane ha organizzato ed eseguito, insieme a due complici maggiorenni, l’omicidio di due affiliati per “punirli” e dare l’esempio agli altri uomini della cosca. Lo scorso 20 giugno 2016 in un appartamento al quarto piano di via Giulio Cesare a Melito, roccaforte del clan Amato-Pagano, furono uccisi Alessandro Laperuta, 32 anni, e Mohamed Nuvo, 30 anni. Nell’agguato rimase ferito a colpi d’arma da fuoco anche lo stesso 16enne.
Il duplice omicidio è stato deciso per punire iniziative troppo autonome delle vittime non confacenti alla strategia del gruppo camorristico. Dopo le formalità il 16enne è stato accompagnato al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei.
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