Il Tribunale di Napoli aveva emesso i primi di febbraio un provvedimento per trarre in arresto gli esponenti del clan Ascione e relative figure affiliale che operano attivamente nel quartiere di Ercolano, in relazione ad una serie di reati e delitti commessi dal 2004 al 2009.
Oggi è arrivata invece la decisione della Suprema Corte di Cassazione presieduta dal Dott. Conti che ha capovolto la decisione del Tribunale annullando ben 18 ordinanze di custodia cautelare. Tra gli altri rientra anche Giorgio Di Bartolomeo genero del boss Raffaele Ascione ‘o luongo, ritenuto il reggente della cosca e difeso dall’avvocato Dario Vannetiello. Al suddetto erano imputati ben 11 capi d’accusa, di recente era già stato condannato a 20 anni di carcere per l’omicidio di Carlo Polese nella faida tra il clan Ascione e il clan Birra.
ARRESTATO MICHELE ASCIONE, REGGENTE DELL’OMONIMO CLAN
L’uccisione di Polese ha fatto parte della guerra camorristica in atto dagli anni ’90, tra le più sanguinose nel panorama partenopeo. Il sodalizio camorristico degli Ascione sul terrioritorio dura da molti anni.
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