Il Natale partenopeo è all’insegna del cibo, di tantissimo cibo. Non esiste altro modo per descrivere quello che accade, durante le festività, nel capoluogo campano. Oltre ai presepi, all’albero, al folklore, il 24 dicembre segna l’inizio di una maratona attorno alla tavola che terminerà solo con l’avvento del 6 gennaio. Le pietanze sono numerose e variegate ma esiste un alimento che non deve assolutamente mai mancare in nessuna casa napoletana degna di questo nome: ‘o capiton verso il quale i partenopei nutrono una vera e propria devozione.
Oltre al cibo, i napoletani non sono secondi a nessuno in fatto di superstizione ed è proprio a causa della superstizione che i partenopei non rinunciano a mangiare il capitone! Perché? Pare proprio che porti fortuna! La sua somiglianza con il serpente, l’animale che per il Cristianesimo simboleggia il male. Mangiare il capitone proprio la giornata in cui Gesù viene al mondo ha per i napoletani un significato speciale: vuol dire distruggere la negatività mangiandosela. Conosci un modo migliore?
Un capitone da 1 chilogrammo e 1/2
100 ml di aceto di vino bianco
1/2 litro di vino bianco
qualche foglia di alloro
sale
pepe
Un capitone di media grandezza
farina 0
olio evo o di semi di arachide
alloro
limoni
Un capitone di un chilogrammo all’incirca
4 foglie di alloro
il succo di 3 grandi limoni
sale
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