La regione Campania è nella proprietà dell’aeroporto di Pontecagnano grazie ai 2 milioni di euro stanziati da Governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Quest’ultimo da tempo sta facendo pressione sul Governo per ottenere i giusti permessi e i fondi per i lavori per l’allungamento della pista per consentire il normale traffico aereo.
Inoltre lo scontro con l’amministrazione comunale di Napoli per il tentativo di voler dirottare parte dei fondi destinati alla città grazie al Patto per Napoli, proprio verso il progetto per l’aeroporto di Pontecagnano. Ecco lo scenario attuale che fa da sfondo ad un ulteriore conflitto tra regione e comune.
Salerno cerca affari e competitività per il suo aeroporto. Lo sviluppo di questa infrastruttura sarebbe fondamentale per la Campania e il Meridione. Ma per adesso invece che creare una sinergia con Capodichino è scattata solo una competizione.
L’aeroporto di Napoli è in grande crescita e sviluppo. quasi 7 milioni di passeggeri previsti per la chiusura 2016 e traguardo vicino degli 8 milioni, 128 milioni di investimenti interamente autofinanziati previsti dal Masterplan, un giro d’affari pari a 86 milioni (più 5 per cento rispetto al 2014), con un utile netto di 12 milioni e 600 mila euro. Il Comune del capoluogo partenopeo è ben contento essendo azionista dell’aeroporto.
Come riportato da La Repubblica, la GESAC (società che gestisce l’aeroporto napoletano) sta mediando con l’obiettivo di arrivare ad un accordo. La Gesac sta provando a diventare leader degli aeroporti del Sud, portando a casa il colpo della “integrazione” tra gli scali di Bari, Brindisi e Napoli (più due senza voli Foggia e Taranto-Grottaglie). Sulla trattativa per far partire Pontecagnano, la stessa Gesac – che mantiene sul tema uno stretto riserbo – sembra aver posto comunque tre condizioni. Primo: la gestione resterebbe unica, radicata su cielo (anzi, terreno) napoletano, così come accade per Malpensa-Linate, per Pisa-Firenze, e per Fiumicino-Ciampino. Secondo: la crescita non può essere del piccolo “Costa d’Amalfi” a dispetto di Napoli, che invece deve restare scalo strategico, e puntare al 2023 con un tetto di 12 milioni di passeggeri. Terzo: il supporto per politiche di sviluppo sostenibile di turismo che la Regione deve mettere in campo, per un sistema in cui ciascuno dei due poli possa, proporzionalmente alle proprie specificità, essere integrato e complementare per l’altro.
Insomma dopo lo scontro sui fondi destinati al turismo (in particolare all’evento Luci d’Artista), Luigi De Magistris e De Luca si affrontano su un’altra iniziativa, sulla quale sarebbe meglio trovare un punto di incontro.
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