Scampia

Faida di camorra: “Gli uccido anche le bambine di 5 anni”

La faida di Camorra che si sta consumando in alcuni quartieri di Napoli è arrivata a un punto di svolta. Ieri c’è stato l’arresto dei presunti killer della strage alla Sanità, avvenuta lo scorso 22 aprile, in cui furono ammazzati due esponenti del clan Vastarella. Oggi sono state rese note le intercettazioni di Antonio Genidoni, tra gli uomini finiti in manette ieri.

Antonio Genidoni è ritenuto uno dei mandanti della strage avvenuta al circolo delle Fontanelle lo scorso aprile. Raid avvenuto all’interno della faida di camorra, che si sta combattendo a Napoli per il controllo delle piazze di spaccio. L’uomo aveva iniziato una vera e propria guerra a distanza contro il clan dei Vastarella. Nell’attentato avvenuto alla Sanità aveva partecipato anche Emanuele Esposito, fratello e figlio di Fabio e Giuseppe Esposito, i due uomini uccisi lo scorso sabato nell’attentato avvenuto davanti a un’officina di Marano.

Emanuele era a casa di Genidoni a Milano, quando ha appreso la notizia della morte di suo padre e suo fratello. Le intercettazioni avvenute nel corso delle indagini condotte dal Procuratore aggiunto, Filippo Beatrice e dal Pm, Enrica Parascandolo, hanno registrato i dialoghi avvenuti dopo l’arrivo della notizia.

Dal quotidiano La Repubblica si leggono le parole di Antonio Genidoni, dopo aver saputo cos’era avvenuto a Marano. Sconvolge la rabbia, che è tale da voler colpire anche le figlie degli esponenti del clan Vastarella.

Devo vedere solo di non farmi arrestare adesso. Qua non posso stare… perché qua sicuramente fanno qualche blitz mo’! È meglio che si tengano anche le creature di quattro cinque anni sopra perché gliele uccido… È meglio che se le tengono sopra… pure le creature se le devono tenere sopra, devono scappare all’estero”.

Nel corso della stessa indagine, sull’ultima faida di camorra, che si sta svolgendo a Napoli, compaiono anche le intercettazioni della moglie di Antonio Genidoni, Vincenza e la madre, Dora. Le due donne più volte durante alcuni dialoghi, avvenuti dopo la strage del 22 aprile, spingono Antonio a continuare la guerra di camorra contro il clan Vastarella. Le due figure femminile, dai dialoghi pubblicati sul quotidiano La Repubblica, raggiungono livelli di ferocia inauditi, che ben lasciano intendere come conoscano “gli affari di famiglia”. 

Luigi Erbetta

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