Rinviati a giudizio i 15 indagati per la strage del bus Avellino, dal gup del Tribunale del capoluogo irpino. Accolte dal giudice Francesco Fiore le richieste della Procura di Avellino dei reati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo.
LA TRAGEDIA. Nell’inchiesta gli indagati sono accusati per la strage del bus Avellino in cui persero la vita circa 40 persone. Il 28 luglio 2013 il bus stava rientrando da Pietrelcina. Sul viadotto Acqualonga dell’ A16, a Monteforte Irpino, si consumò la strage. Il sistema frenante andò in panne e il bus percorse prima una serie di metri contro il guard rail e poi precipitò nel vuoto. L’autista morì nello schianto insieme a molte persone, altre invece morirono i giorni successivi.
Indagata la Società Autostrade e il titolare dell’agenzia di viaggio di Pozzuoli che si occupava di organizzare i pellegrinaggi in zona. Implicata anche la Motorizzazione civile di Napoli per i documenti di revisione falsificati con il reato di falso in atto pubblico. Il prossimo 28 settembre si terrà la prima udienza al Tribunale di Avellino.
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