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Le 5 canzoni più belle su Napoli scritte da Pino Daniele

Sono trascorsi cinque anni dalla scomparsa di Pino Daniele, stroncato a 50 anni da un infarto il 4 gennaio 2015. L’artista scrisse molti brani e noi abbiamo selezionato 5 canzoni di Pino Daniele su Napoli che più rappresentano il suo sentimento nei confronti della città natale. Queste opere, vere e proprie poesie, non sono soltanto parole d’amore, ma sono anche brani di denuncia sociale di una generazione che non accettava compromessi e voleva esprimere, anche attraverso la musica, la propria insofferenza nei confronti del mondo.

Tra tutte le canzoni di Pino Daniele su Napoli, noi ve ne proponiamo in particolare cinque molto significative, alcune sono famose, altre un po’ meno, ma racchiudono un senso profondo che vale la pena di raccontare.

Le 5 canzoni di Pino Daniele su Napoli più belle: racconti di denuncia sociale e parole d’amore per la città.

Terra MiaTerra mia1977

Questo brano innanzitutto rappresenta un ritorno alle origini della melodia partenopea miscelata al pop, al blues e al rock. Pino racconta di averlo scritto dal divano di caso a S. Maria La Nova. La canzone ovviamente parla di Napoli, delle sue sofferenze, di come viene dipinta nel mondo dagli stereotipi. È un vero tributo alla città elegante, armonioso, che lascia senza parole e commuove tantissimo. La città viene mostrata per quello che è, con tutti i suoi disagi, ma sempre con tanta speranza.

Napulè Terra mia, 1977

Napule è mille culure, Napule è mille paure; Napule è nu sole amaro, Napule è addore e mare; Napule è na carta sporca e nisciuno se ne importa; Napule è na’ camminata, inte viche miezo all’ato; Napule è tutto nu suonno e a sape tutto ‘o munno, ma nu sann a verità“. In questo bellissimo testo Pino Daniele descrive Napoli attraverso tutti i sensi: i colori che vede, gli odori che sente, le sensazioni che prova e i sapori che scopre. Napoli è la voce di tutti, è la voce dei bambini. La nostra città è descritta come una carta sporca, e niusciun se ne importa. Ma per quanto possa essere narrata e sbandierata da tutti, chi non vive qui non la può comprendere e da qua la sua conclusione: “Ma nun sann a verità“.

Na tazzulella e cafèTerra mia, 1977

Questo brano è una delle canzoni di Pino Daniele su Napoli, composta dall’artista partenopeo agli esordi. Per chi la ascolta distrattamente la canzone può sembrare leggera, ma in realtà racconta di come il Governo tratta il popolo partenopeo: “E nuje tirammo ‘nnanze, cu ‘e dulure ‘e panza… e invece ‘e ce ajutá, ce abbóffano ‘e cafè“. Ad un certo punto nel brano entra in gioco il destino, “a ciort“, quello che per i napoletani è qualcosa di soprannaturale, che lascia tutto al caso, al fatto che non siamo noi a decidere cosa accadrà nel nostro futuro e ci dobbiamo affidare ciecamente a questa “sorte”.

Bella ‘mbrianaBella ‘mbriana, 182

Questa canzone rappresenta una figura simbolo della tradizione partenopea, l’anima della casa, il folletto benigno che può aiutare le persone. Si diffonde in questo album una sorta di saggezza popolare che sfocia in una rivoluzione culturale e in un senso di appartenenza ad una causa comune che avvicina il popolo agli intellettuali.È per questo che il simbolo nasce da una leggenda, da un racconto della vita quotidiana di questa città, dal punto di vista di un cittadino normale, “bonasera bella ‘mbriana mia cca nisciuno te votta fora, bonasera bella ‘mbriana mia rieste appiso a ‘nu filo d’oro“.

Suonno d’ajereTerra mia, 1977

Fonte: soundsblog

Pino Daniele con queste note ha saputo raccontare la città facendola vedere attraverso un volto molto noto, quello di Pulcinella. È una visione dolce e amara allo stesso tempo che racchiude un dolore percepibile quando la maschera viene tolta, e allora queste parole assumono un significato ben preciso: “Pulecenella mio comme sì’ cagnato sta maschera nera t’à si’ levata..Quanta dulure e quanta suonno d’ajere ce sta chi dice ca nun viene cchiù“.

L’amore di Napoli per uno dei suoi più grandi artisti non finisce mai, ogni evento diventa un’iniziativa per ricordarlo, che sia un flash mob, un concerto o una semplice voglia di ascoltarlo, di passare sempre le sue canzoni in radio, come avviene nelle stazioni metro della città ormai da un po’ di tempo.

redazione

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