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	<title>xi jinping Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>xi jinping Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Una Corea unita e indipendente da Cina e Usa: questa è la soluzione ad un possibile conflitto nel Pacifico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 May 2017 09:40:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le prime dichiarazioni del neo Presidente Moon Jae-in sono state di distensione e apertura nei confronti del Nord del paese. La Corea è divisa dalla fine della seconda guerra mondiale, dopo che la sconfitta del Giappone ne ha causato la separazione: a Nord La Repubblica Democratica Popolare di Corea (Corea del Nord), a Sud la Repubblica di Corea (Corea [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le prime dichiarazioni del neo Presidente <strong>Moon Jae-in</strong> sono state di distensione e apertura nei confronti del Nord del paese. La Corea è divisa dalla fine della seconda guerra mondiale, dopo che la sconfitta del <strong>Giappone</strong> ne ha causato la separazione: a Nord <em>La Repubblica Democratica Popolare di Corea</em> (<strong>Corea del Nord</strong>), a Sud la <em>Repubblica di Corea</em> (<strong>Corea del Sud</strong>). I due stati, divisi dal famoso <em>38° parallelo</em>, sono diversi per struttura sociale, economica e politica. Infatti il primo è un regime comunista ad influenza <strong>cinese</strong>, l&#8217;altro è una democrazia liberale, capitalista e legata agli <strong>Stati Uniti</strong>. La Corea del Sud ha appena visto eleggere un nuovo capo del governo, dopo la vicenda relativo all&#8217;impeachment nei confronti dell&#8217;ex presidente <strong>Park Geun–hye </strong>che è stata destituita dall&#8217;Alta Corte. Questo episodio ha scatenato una vera e propria crisi politica in quella che è la parte filo occidentale della penisola coreana. In Corea del Nord, invece, aleggia un costante vento di guerra causato dalle minacce nucleari paventate dal leader supremo <strong>Kim Jong-Un</strong> nei confronti dell&#8217;America. Dietro queste posizioni conflittuali esiste una partita più complessa e delicata che riguarda il rapporto tra <strong>Usa </strong>e <strong>Cina</strong>.</p>
<p>Ma la <strong>Corea</strong> è spesso stata al centro degli scontri che quella parte dell&#8217;<strong>Asia</strong> ha vissuto durante la sua storia millenaria. L&#8217;ultimo e più cruento è rappresentato da <em>la guerra di Corea</em>, che dal 1950 al 1953 (in piena <strong>Guerra Fredda</strong>) ha visto fronteggiarsi le due coree sostenute, una dagli <strong>Stati Uniti d&#8217;America</strong> e l&#8217;altra dall&#8217;<strong>Unione Sovietica</strong>. Il conflitto ha avuto inizio a causa dell&#8217;invasione del Sud da parte dell&#8217;esercito del Nord. Ma anche in precedenza la Corea è stata l&#8217;ago della bilancia e oggetto del contendere tra la <strong>Cina </strong>e il <strong>Giappone</strong>. Questi ultimi si sono affrontati tra il 1894 al 1895 con il paese del <em>Sol Levante</em> uscito vittorioso. Sullo sfondo la guerra tra il paese nipponico e la <strong>Russia</strong> (dal 1904 al 1905) con quest&#8217;ultima che rivendicava la sua influenza in diversi stati asiatici. Ma il conflitto più grande che ha cambiato per sempre gli equilibri del continente asiatico è stato il secondo, sempre tra la Cina e il Giappone, avvenuto tra il 1937 e il 1945, proprio durante la <em>seconda guerra mondiale</em>. Tutti sanno come è andata a finire: la resa incondizionata del Giappone dopo il lancio della <strong>bomba atomica</strong> targata Usa su Hiroshima e Nagasaki (rispettivamente il 6 e il 9 agosto del 1945) ha messo fino allo scontro più sanguinario della storia. Dopo la Corea è stata divisa, il Giappone è entrato nell&#8217;influenza a <em>stelle e a strisce</em> e la Cina è stata rivoluzionata da <strong>Mao Zedong</strong>.</p>
<figure id="attachment_65086" aria-describedby="caption-attachment-65086" style="width: 716px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-65086 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2017-05-14-alle-15.05.50.png" alt="Una Corea unita e indipendente da Cina e Usa: questa è la soluzione ad un possibile conflitto nel Pacifico" width="716" height="242" /><figcaption id="caption-attachment-65086" class="wp-caption-text">Da sinistra il nuovo presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in e la destituita Park Geun-hye</figcaption></figure>
<p>La storia ha continuato a correre e i suoi <em>corsi e ricorsi</em> si presentano oggi quasi come un monito per il mondo intero. In realtà nessuno vuole una nuova guerra di corea, <strong>Xi Jinping</strong> non appoggerebbe nulla che potesse minare i progetti capitalisti del <em>Dragone</em> e soprattutto le sue mire espansionistiche nel Pacifico. <strong>Donald Trump </strong>non lancerebbe il suo paese, in cui è stato appena eletto, dentro un conflitto che scatenerebbe la terza guerra mondiale. <strong>Vladimir Putin</strong> ha troppi problemi tra l&#8217;<strong>Ucraina </strong>e il <strong>Medio Oriente</strong> per potersi impegnare anche sul fronte asiatico. <strong>Shinzo Abe</strong> è preso dalle modifiche alla Costituzione giapponese (imposta dagli <strong>Stati Uniti </strong>alla fine della <em>seconda guerra</em> mondiale, è<em> </em>il testo più pacifista che esiste in quanto non prevede nessun esercito o possibilità di attacchi militari se non in caso di difesa), nell&#8217;organizzare due tra i più grandi eventi sportivi della storia nipponica (nel 2019 i mondiali di rugby e nel 2020 le Olimpiadi) e nel rinforzare il suo governo.</p>
<p>Tuttavia i giochi geopolitici tra i grandi leader che professano stima, rispetto e collaborazione nascondono alcune tensioni altrettanto evidenti. Il <strong>Giappone</strong> non tollererà a lungo le mire espansionistiche cinesi nel<strong> Pacifico</strong> e la strategia politica del riarmo ne è un segnale (anche se l&#8217;affermazione della propria sovranità militare, dopo 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, è abbastanza comprensiva). La <strong>Cina </strong>sta continuando ad usare lo spauracchio nord coreano per trattare con gli <strong>Usa </strong>e tenerne a freno l&#8217;influsso nel <em>Sol Levante</em> e in <strong>Corea del Sud</strong>. Gli <strong>Stati Uniti </strong>che non sopporteranno per molto tempo ancora le minacce di <strong>Kim Jong Un</strong> e i suoi esperimenti con il nucleare. Sullo sfondo, la <strong>Russia</strong> che appoggia il colosso cinese e il mercato globale che subisce delle gravi ripercussioni ogni qual volta la minaccia di una nuova guerra diventa un tantino più concreta.</p>
<figure id="attachment_65087" aria-describedby="caption-attachment-65087" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-65087" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/1492178821271-donald_trump__kim_jong_un__xi_jinping.jpg" alt="Una Corea unita e indipendente da Cina e Usa: questa è la soluzione ad un possibile conflitto nel Pacifico" width="610" height="331" /><figcaption id="caption-attachment-65087" class="wp-caption-text">Da sinistra il presidente Usa Donald Trump, quello della Nord Corea Kim Jong Un e quello cinese Xi Jinping</figcaption></figure>
<p>A questo punto perché non pensare ad un futuro unitario per la <strong>Corea</strong>? Uno stato democratico e liberale libero di commerciare e confrontarsi sia con la <strong>Cina</strong> che con gli <strong>Stati Uniti</strong>, senza temere nulla dal vicino <strong>Giappone</strong>. Non più un paese cuscinetto delle varie potenze regionali ma una nazione sovrana in cui tutti i cittadini, da Nord a Sud, possano godere degli agi e dei benefici che spetterebbero ad un qualsiasi popolo nel 2017. Una sorta di processo storico così come è avvenuto per la <strong>Germania</strong> dopo l&#8217;abbattimento del <em>Muro di Berlino </em>nel 1989. D&#8217;accordo questa è una visione quasi utopistica che vedrebbe il realizzarsi di un passo indietro da parte della Cina che perderebbe il suo ultimo bastione comunista dell&#8217;area.</p>
<p>Ma piccoli passi già possono essere fatti, il primo (quello più importante) dovrà farlo <strong>Kim Jong Un</strong>, almeno sulla questione del disarmo nucleare. E su questo sarà importante la pressione che potrà esercitare <strong>Xi Jinping</strong> presidente dell&#8217;unico stato che commercia con la <strong>Corea del Nord </strong>e ne garantisce gli approvvigionamenti. Allo stesso tempo gli <strong>Usa</strong> potrebbero evitare di installare scudi anti missile in <strong>Corea del Sud</strong> evitando che <strong>Seul</strong> sia ancora la succursale militare americana nella penisola coreana.</p>
<p>Insomma, nulla è impossibile e le sfide globali, soprattutto dal punto di vista economico e sociale, impongono alle grandi potenze di cercare e trovare una soluzione politica e diplomatica che resti prioritaria rispetto a quella belligerante. Ma per ora i leader più potenti della terra stanno giocando a chi fa la voce più grossa. Speriamo che sia tutta una messa in scena e che in realtà anche loro siano convinti che una guerra non converrebbe proprio a nessuno. Non sarà un caso che negli ultimi giorni sia a <strong>Washington </strong>che a <strong>Pyongyang</strong> hanno fatto sapere di essere disposti ad incontrarsi e di avviare un dialogo &#8220;<em>Ma solo alle giuste condizioni</em>&#8220;. Vediamo quali saranno e auspichiamoci di assistere a tale apertura che, intendiamoci, si realizzerà con il bene placido di <strong>Pechino</strong>. Da queste parti non possono farsi sfuggire il controllo del &#8220;giocattolo rosso&#8221; di <strong>Kim Jong Un</strong>.</p>
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