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	<title>Sant&#039;eligio Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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		<title>Napoli, il mistero dell&#8217;Orologio di Sant&#8217;Eligio: fermo dalla II Guerra Mondiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2020 13:16:35 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sant’Eligio Maggiore</strong> è una delle chiese gotiche più antiche e misteriose di <strong>Napoli,</strong> costruita nel lontano 1270. Oggi è quasi nascosta, perdendosi tra i &#8220;<em>vicarielli</em>&#8221; di <strong>Piazza Mercato</strong> ma un tempo era una della chiese principali di Napoli, dominando con il suo imponente orologio l&#8217;antica piazza.</p>
<p>La chiesa è stata testimone silente di alcune tra le vicende che hanno segnato profondamente la storia di Napoli, dalla prigionia di <strong>Masaniello</strong> alla morte di <strong>Eleonora Pimentel Fonseca</strong>, e ha custodito al suo interno opere di artisti illustri come <strong>Massimo Stanzione</strong>, <strong>Francesco Solimena</strong> ed un dipinto del fiammingo <strong>Cornelius Smet</strong>, che qualcuno ha sostenuto, negli anni, essere stato ritoccato da<strong> Michelangelo</strong>.</p>
<p>Nel<strong> Quattrocento</strong>, addossato alla chiesa, fu eretto un arco a due piani che collegava il campanile con un edificio adiacente alla struttura. Il secondo piano, decorato con stemmi aragonesi, pare ospitasse una stanzetta in cui trascorrevano le loro ultime ore di vita i condannati a morte.</p>
<p>Una delle storie più curiose e avvolte dal mistero è quella relativa proprio all&#8217;orologio posizionato sul primo piano dell&#8217;arco, anch&#8217;esso in stile gotico. L&#8217;antichissimo orologio presenta un doppio quadrante: uno visibile da via <strong>Duca di San Donato</strong>, che conserva ancora la caratteristica lancetta singola, eseguita a sbalzo, raffigurante un sole antropomorfo; ed una seconda faccia, visibile dal lato di <strong>Piazza Mercato</strong> (in direzione della <strong>Chiesa del Carmine Maggiore</strong>) con quattro teste marmoree poste in quattro tondi concavi.</p>
<p>A questo antichissimo orologio sono attribuite molte leggende oscure, alcune delle quali sono citate anche da <strong>Benedetto Croce</strong> in uno dei suoi scritti.</p>
<p>La storia che ruota attorno all’unica lancetta dello strano orologio, è quella relativa alla tremenda esplosione della nave &#8220;<strong>Caterina Costa</strong>&#8221; ormeggiata nel porto di Napoli il 28 marzo 1943, in piena guerra. L’esplosione della nave, carica di materiale bellico destinato alle forze armate italiane dislocate in <strong>Tunisia</strong>, causò la morte di ben 600 persone e oltre tremila feriti, nonché lo sprofondamento del molo e la distruzione parziale o totale di molti edifici giunta addirittura fino al <strong>Vomero</strong> e <strong>Pianura</strong>.</p>
<p>L&#8217;esplosione avvenne intorno alle ore 15:00 e proprio a quell&#8217;ora esatta si fermò l’orologio di Sant&#8217;Eligio, a causa di una lamiera che lo trafisse fermandone gli ingranaggi, ricordando per diversi decenni ai napoletani quel il tragico accaduto.</p>
<p>Fu solo nel 1993 che l&#8217;orologio riprese a funzionare, a seguito di un restauro e grazie al lavoro di un’associazione culturale e della Parrocchia.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-191246 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/eligio5.jpg" alt="Napoli, il mistero dell'Orologio di Sant'Eligio: fermo dalla II Guerra Mondiale" width="650" height="505" /></p>
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