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	<title>Referendum giustizia Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>Referendum giustizia Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Referendum, censura e disinformazione: il &#8216;Partito dei pm&#8217; ha raggiunto il suo obiettivo</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2022 17:06:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Qualcosa lo si poteva già intuire quando la Corte Costituzionale ha giudicato inammissibile il quesito inerente alla responsabilità diretta dei magistrati. Lo stesso quesito era invece idoneo nel 1983, cosa sia cambiato in 30 anni nessuno lo sa considerato che almeno in ambito giudiziario non è cambiato nulla. Poi la pandemia, la guerra in Ucraina e l&#8217;estate. Troppe cose di cui parlare, chi [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcosa lo si poteva già intuire quando la <strong>Corte Costituzionale </strong>ha giudicato inammissibile il quesito inerente alla <strong>responsabilità diretta</strong> dei <strong>magistrati</strong>. Lo stesso quesito era invece idoneo nel <strong>1983</strong>, cosa sia cambiato in <strong>30 anni</strong> nessuno lo sa considerato che almeno in ambito <strong>giudiziario</strong> non è cambiato nulla. Poi la <strong>pandemia</strong>, la <strong>guerra in Ucraina</strong> e l&#8217;estate. Troppe cose di cui parlare, chi se ne frega della <strong>giustizia</strong>? Al massimo ci saremmo scomodati per il <strong>fine vita</strong> e la <strong>cannabis </strong>(ma anche in questo caso i <strong>giudici</strong> della <strong>Suprema Corte </strong>hanno deciso di mettere il veto. Quindi niente traino per i <strong>referendum </strong>sulla <strong>giustizia</strong>). E soprattutto in una domenica così calda perché andare a <strong>votare</strong>? Meglio la spiaggia e il mare. Inoltre, i <a href="https://www.vocedinapoli.it/2022/06/09/referendum-giustizia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>quesiti referendari</strong></a> erano pure complessi e da non gettare, così, in faccia ai <strong>cittadini</strong>. Preferibile lasciare che ci pensi il <strong>Parlamento</strong>, quell&#8217;istituzione latitante sul tema dai tempi di <strong>tangentopoli</strong>.</p>
<h2>Referendum Giustizia</h2>
<p>Ed è proprio così che il &#8216;<em><strong>Partito dei Pm</strong></em>&#8216; ha raggiunto il suo obiettivo. Non si è dovuto neanche sprecare per fare campagna per il &#8216;<em>No</em>&#8216;. Meglio boicottare uno strumento di <strong>democrazia diretta</strong> come il <strong>referendum</strong>, spalleggiato dagli alleati di sempre: i manettari e giustizialisti grillini a 5 stelle e la sinistra che dal &#8216;braccio armato&#8217; delle <strong>procure</strong> proprio non vuole staccarsi. Eppure la supremazia e l&#8217;invasione di campo da parte della <strong>magistratura</strong> in <strong>politica</strong> negli ultimi anni non ha toccato solo esponenti di <strong>centrodestra</strong>. Dopo l&#8217;epopea di &#8216;<em><strong>Berlusconi</strong></em> <strong><em>contro tutti i giudici</em></strong>&#8216; sono stati diversi i politici e gli amministratori di <strong>centrosinistra</strong> ingiustamente finiti nel tritacarne giudiziario. Ma si sa, le vecchie abitudini sono dure a morire.</p>
<h2>Censura e disinformazione</h2>
<p>E a chi può importare dei poveri <strong>cittadini</strong> che finiscono nelle grinfie di <strong>magistrati</strong> assetati di potere e affamati di carrierismo. A noi interessa che i potenti finiscano in <strong>galera</strong>, di tutti gli altri non vogliamo sapere nulla. Anzi, come insegna <strong>Davigo</strong>, un <strong>innocente</strong> è un <strong>colpevole</strong> che l&#8217;ha fatta franca. Ed è così che abbiamo buttato al macero l&#8217;intero <strong>articolo 27 della Costituzione</strong>. Il risultato? Il <strong>silenzio</strong> e <strong>l&#8217;indifferenza</strong> sui <strong>referendum</strong> per una <em><strong>giustizia giusta</strong></em> sono stati i veri protagonisti. Ai cittadini è stato <strong>vietato di conoscere</strong> per quale motivo avrebbero potuto e dovuto esprimersi oggi. A tutti noi è stata propinata una marea di <em>fake news</em> che ci hanno palesemente ingannato. Una <strong>propaganda</strong> che possiamo riassumere con questa frase: se voterai &#8216;<em>SI</em>&#8216; i ricchi e i cattivi non andranno in <strong>carcere</strong>. In <strong>Italia</strong> c&#8217;è stata una vera e propria <strong>censura di Stato</strong>. E non è la prima volta che è accaduto nella storia del <em>Belpaese</em>.</p>
<h3>Ora non lamentatevi</h3>
<p>In ogni caso da oggi gli <strong>innocenti</strong> continueranno ad andare in <strong>carcere</strong>. I <strong>magistrati </strong>potranno essere anche <strong>giudici</strong>. Il <strong>Csm</strong>, in attesa della <strong>riforma Cartabia</strong>, continuerà ad essere una <em>Cupola</em>. Amministratori locali <strong>democraticamente eletti</strong> dal popolo saranno sospesi dal loro ruolo istituzionale anche se <strong>condannati</strong> in <strong>primo grado</strong>. I vari <strong>Berlusconi</strong>, <strong>Renzi</strong> e <strong>Salvini</strong> &#8211; che non hanno per niente fatto campagna elettorale per il &#8216;<em>Si</em>&#8216; &#8211; la smettano di fingere che quella della <strong>giustizia</strong> sia la loro battaglia. Ormai questa resta la &#8216;guerra&#8217; del <strong>Partito Radicale</strong> e noi siamo sicuri che i <strong>radicali </strong>continueranno a combatterla. Ma tu, <strong>cittadino comune</strong> come me, da stasera almeno abbi il pudore di non <strong>lamentarti</strong> più di questa <strong>giustizia ingiusta</strong>. Perché oggi avresti avuto l&#8217;occasione di <strong>cambiare le cose</strong>. Bastava qualche minuto del tuo tempo. Ma hai preferito non farlo. Non ti biasimo ma neanche ti giustifico.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-280967 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Referendum-Giustizia-1-1.png" alt="Abbiate il pudore di non lamentarvi di questa giustizia ingiusta. Berlusconi, Renzi e Salvini: basta fingere di combattere una battaglia che è soltanto 'radicale'" width="964" height="505" /></p>
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		<title>Domenica c&#8217;è il referendum per una giustizia giusta: per cosa si vota e perché votare SI</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2022/06/09/referendum-giustizia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 09:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Io sono innocente, spero dal profondo del cuore che lo siate anche voi&#8220;, queste le famose parole che Enzo Tortora rivolse ai giudici che ingiustamente lo condannarono distruggendo la sua vita da innocente. Sulla scia del &#8216;Caso Tortora&#8216; il Partito Radicale vinse nel 1987 il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati. L&#8217;esito della consultazione elettorale fu puntualmente tradita dal Parlamento e [...]</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2022/06/09/referendum-giustizia/">Domenica c&#8217;è il referendum per una giustizia giusta: per cosa si vota e perché votare SI</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Io sono innocente, spero dal profondo del cuore che lo siate anche voi</em>&#8220;, queste le famose parole che <strong>Enzo Tortora </strong>rivolse ai <strong>giudici</strong> che ingiustamente lo <strong>condannarono</strong> distruggendo la sua vita da <strong>innocente</strong>. Sulla scia del &#8216;<em><strong>Caso</strong><strong> Tortora</strong></em>&#8216; il <strong>Partito Radicale</strong> vinse nel <strong>1987</strong> il <strong>referendum</strong> sulla <strong>responsabilità civile dei magistrati</strong>. L&#8217;esito della consultazione elettorale fu puntualmente tradita dal <strong>Parlamento</strong> e dal <strong>Governo </strong> di allora. Sono passati <strong>30 anni</strong> ma pare che l&#8217;orologio sia rimasto fermo a quei tempi.</p>
<h2>Da Tortora ad oggi</h2>
<p>Il problema della <strong>giustizia</strong> in <strong>Italia </strong>è rimasto irrisolto. Lo strapotere della <strong>magistratura impunita</strong>, le condanne da parte della <strong>Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo</strong> all&#8217;<strong>Italia</strong> per l&#8217;<strong>irragionevole durata dei processi</strong> e per la valanga di <strong>ingiuste detenzioni</strong>, lo scandalo che ha travolto il <em>Consiglio Superiore della Magistratura</em> (<strong>CSM</strong>), istituzione vittima delle <strong>correnti</strong>. Una <strong>politica</strong> succube e vittima del <strong>potere giudiziario</strong> che ha sempre preferito girarsi dall&#8217;altra parte o condurre le proprie battaglie attraverso il &#8216;braccio armato&#8217; delle <strong>procure</strong>.</p>
<h2>Referendum giustizia</h2>
<p>La prossima domenica, <strong>12 giugno</strong>, il <strong>Partito Radicale</strong> insieme alla <strong>Lega</strong> ci riproverà. E lo rifarà in un contesto di estremo <strong>silenzio</strong> e <strong>censura</strong>. La consultazione <strong>referendaria</strong> per la quale sarà possibile votare dalle <strong>7 alle 23</strong>, si svilupperà in uno scenario di totale <strong>indifferenza</strong> da parte della maggior parte dei <strong>media</strong>. Questi ultimi hanno, guarda caso, dato più spazio al pretestuoso <strong>sciopero delle toghe</strong> avvenuto qualche settimana fa e che nonostante abbia rischiato di paralizzare la già agonizzante <strong>macchina giudiziaria</strong>, si è rivelato un flop.</p>
<h2>La censura di Stato</h2>
<p>Una situazione che può seriamente causare il non raggiungimento del <strong>quorum</strong> necessario affinché il <strong>referendum</strong> sia valido (perché ciò accada dovrà recarsi alle <strong>urne</strong> almeno il <strong>50%</strong> dei cittadini aventi diritto di <strong>voto</strong>). Èd è <strong>falso</strong> oltre che <strong>scorretto</strong> motivare l&#8217;invito di non recarsi ai <strong>seggi</strong> perché &#8216;<em>i quesiti sono complessi</em>&#8216;: una <strong>società civile</strong> e fondata sullo <strong>Stato di diritto</strong> ha il <strong>dovere</strong> di spiegare ai cittadini determinate tematiche.</p>
<h3>I quesiti</h3>
<p>Veniamo adesso alla spiegazione dei <strong>cinque quesiti</strong> oggetto del <strong>referendum </strong>(così come riportato sul sito internet del <strong>Comitato promotore</strong>):</p>
<p><strong>SCHEDA ROSSA &#8211; <em>Legge Severino</em></strong>:&#8221;<em>Volete voi che sia abrogato il Decreto Legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 (Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell’articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n. 190)?</em>&#8220;.</p>
<p><em>La decadenza automatica di sindaci e amministratori locali condannati ha creato vuoti di potere e la sospensione temporanea dai pubblici uffici di innocenti poi reintegrati al loro posto. Il referendum elimina l’automatismo e restituisce ai giudici la facoltà di decidere se applicare o meno l’interdizione dai pubblici uffici. Con il sì viene abrogato il decreto e si cancella così l’automatismo: si restituisce ai giudici la facoltà di decidere, di volta in volta, se, in caso di condanna, occorra applicare o meno anche l’interdizione dai pubblici uffici</em>.</p>
<p><strong>SCHEDA ARANCIONE &#8211; <em>Limite all&#8217;abuso della custodia cautelare</em></strong>: <em>Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447 (Approvazione del codice di procedura penale), risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: articolo 274, comma 1, lettera c), limitatamente alle parole: “o della stessa specie di quello per cui si procede. Se il pericolo riguarda la commissione di delitti della stessa specie di quello per cui si procede, le misure di custodia cautelare sono disposte soltanto se trattasi di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni ovvero, in caso di custodia cautelare in carcere, di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni nonché’ per il delitto di finanziamento illecito dei partiti di cui all’articolo 7 della legge 2 maggio 1974, n. 195 e successive modificazioni?</em>&#8220;.</p>
<p><em>Ogni anno migliaia di innocenti vengono privati della libertà senza che abbiano commesso alcun reato e prima di una sentenza anche non definitiva. Eliminando la possibilità di procedere con la custodia cautelare per il rischio “reiterazione del medesimo reato” faremo in modo che finiscano in carcere prima di poter avere un processo soltanto gli accusati di reati gravi. Con il &#8216;SI&#8217; Resterebbe in vigore la carcerazione preventiva per chi commette reati più gravi e si abolirebbe la possibilità che di procedere alla privazione della libertà in ragione di una possibile &#8216;reiterazione del medesimo reato&#8217;”. Questa è la motivazione che viene utilizzata più di frequente per disporre la custodia cautelare, molto spesso senza che questo rischio esista veramente</em>.</p>
<p><strong>SCHEDA GIALLA &#8211; <em>Separazione delle carriere tra pm e giudici</em></strong>: &#8220;<a href="https://referendumgiustizia.it/separazione-delle-carriere-dei-magistrati/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>CLICCA QUI PER LEGGERE IL TESTO DEL QUESITO</em></a>&#8220;.</p>
<p><em>Ci sono magistrati che lavorano anni per costruire castelli accusatori in qualità di PM e poi, d’un tratto, diventano giudici. Con un sì chiediamo la separazione delle carriere per garantire a tutti un giudice che sia veramente “terzo” e trasparenza nei ruoli. Il magistrato dovrà scegliere all’inizio della carriera la funzione giudicante o requirente, per poi mantenere quel ruolo durante tutta la vita professionale. Basta con le “porte girevoli”, basta con i conflitti di interesse che spesso hanno dato luogo a vere e proprie persecuzioni contro cittadini innocenti. Con il la vittoria del &#8216;SI&#8217; il magistrato dovrà scegliere all’inizio della carriera la funzione giudicante o requirente, per poi mantenere quel ruolo durante tutta la vita professionale</em>.</p>
<p><strong>SCHEDA GRIGIA &#8211; <em>Equa valutazione dei magistrati</em></strong>: &#8220;<em>Volete voi che sia abrogato il Decreto Legislativo 27 gennaio 2006, n. 25 (Istituzione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e nuova disciplina dei Consigli giudiziari, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera c) della legge 25 luglio 2005 n. 150), risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art. 8, comma 1, limitatamente alle parole “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’articolo 7, comma 1, lettere a)”; art. 16, comma 1, limitatamente alle parole: “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’articolo 15, comma 1, lettere a), d) ed e)?</em>&#8220;.</p>
<p><em>La valutazione della professionalità e della competenza dei magistrati è operata dal CSM che decide sulla base di valutazioni fatte anche dai Consigli giudiziari, organismi territoriali nei quali, però, decidono solo i componenti appartenenti alla magistratura. Questa sovrapposizione tra “controllore” e “controllato” rende poco attendibili le valutazioni e favorisce la logica corporativa. Col referendum si vuole estendere anche ai rappresentanti dell’Università e dell’Avvocatura nei Consigli giudiziari la possibilità di avere voce in capitolo nella valutazione. Votando &#8216;SI&#8217; viene riconosciuto anche ai membri “laici”, cioè avvocati e professori, di partecipare attivamente alla valutazione dell’operato dei magistrati</em>.</p>
<p><strong>SCHEDA VERDE &#8211;</strong> <em><strong>Riforma del Csm</strong></em>: &#8220;<em>Volete voi che sia abrogata la Legge 24 marzo 1958, n. 195 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento del Consiglio superiore della Magistratura), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: articolo 25, comma 3, limitatamente alle parole “unitamente ad una lista di magistrati presentatori non inferiore a venticinque e non superiore a cinquanta. I magistrati presentatori non possono presentare più di una candidatura in ciascuno dei collegi di cui al comma 2 dell’articolo 23, né possono candidarsi a loro volta?</em>&#8220;.</p>
<p><em>Il Consiglio superiore della magistratura (CSM) è l’organo di autogoverno dei magistrati e ne regola la carriera. Per due terzi è composto da magistrati eletti. Oggi su capacità e competenza prevale il sostegno delle correnti: con il sì al referendum, se ne elimina il peso nella selezione delle candidature, colpendo il “correntismo” e il condizionamento della politica sulla giustizia. Votando in modo affermativo viene abrogato l’obbligo, per un magistrato che voglia essere eletto di trovare da 25 a 50 firme per presentare la candidatura. L’attuale obbligo impone a coloro che si vogliano candidare di ottenere il beneplacito delle correnti o, il più delle volte, di essere ad esse iscritti. Con il sì, si tornerebbe alla legge originale del 1958, che prevedeva che tutti i magistrati in servizio potessero proporsi come membri del CSM presentando semplicemente la propria candidatura. Avremmo così votazioni che mettono al centro il magistrato e le sue qualità personali e professionali, non gli interessi delle correnti o il loro orientamento politico</em>.</p>
<h3>Perché votare SI</h3>
<p>Seguendo l&#8217;ordine delle <strong>schede referendarie</strong> ecco perché per noi bisogna votare &#8216;<em><strong>SI</strong></em>&#8216; a tutti e cinque i quesiti: con la <strong>legge Severino</strong> sono stati fatti dei &#8216;colpi di stato&#8217; nel momento in cui amministratori locali (legittimamente <strong>eletti dal popolo</strong>), condannati in primo grado e poi risultati <strong>innocenti </strong>(la <strong>Costituzione</strong> afferma che si è non colpevoli fino al terzo grado di giudizio), sono stati costretti a decadere dalla loro posizione politica e istituzionale.</p>
<p>Migliaia di <strong>innocenti</strong> finiscono ogni anno in <strong>carcere</strong>. Spesso le <strong>misure cautelari</strong> sono una <strong>pena anticipata</strong> in quanto i processi in <strong>Italia</strong> durano anni. Un individuo <strong>finito ingiustamente in cella</strong> si troverà la <strong>vita distrutta</strong> e con la sua quella della sua <strong>famiglia</strong>.</p>
<p>Perché se in tante <strong>democrazie</strong> del mondo le <strong>carriere</strong> dell&#8217;<strong>inquirente</strong> e del <strong>giudicante</strong> sono differenti in <strong>Italia</strong> devono essere uguali? Perché <strong>pm </strong>e <strong>giudice</strong>, detto &#8216;<em>terzo</em>&#8216; per definizione, devono condividere lo stesso percorso di formazione per poi trovarsi nell&#8217;uno e nell&#8217;altro <strong>ruolo</strong> come se nulla fosse? Non è questa una grave anomalia del nostro sistema giudiziario? È necessario che chi voglia fare il <strong>magistrato</strong> faccia il <strong>magistrato</strong> e chi sceglie di fare il <strong>giudice</strong> faccia il <strong>giudice</strong>. Un quadro chiaro, limpido e trasparente che solo in questo modo può garantire un <strong>giusto processo</strong>.</p>
<p>Che credibilità può avere un&#8217;<strong>istituzione</strong> la cui valutazione spetta a chi deve essere valutato? Insomma i <strong>magistrati</strong> si danno le pagelle da soli, così mentre nel solo <strong>2021</strong> ci sono state <strong>561</strong> <strong>ingiuste detenzioni</strong>, dal 2017 al 2021 &#8211; ovvero in <strong>4 anni</strong> &#8211; sono state disposte dal <strong>Csm</strong> soltanto <strong>35</strong> provvedimenti disciplinari ad altrettanti <strong>pm</strong>. Sulla <strong>riforma del Csm</strong>, dove non incidono il <strong>merito</strong> ma l&#8217;appartenenza a specifiche <strong>correnti</strong>, basterebbe ricordare lo &#8216;<em>scandalo-Palamara</em>&#8216;. Insomma, le cronache non hanno potuto fare a meno di raccontare il marcio che è proprio del <strong>mondo giudiziario</strong>.</p>
<h3>Una giustizia giusta</h3>
<p>Per tutti questi <strong>motivi</strong> è necessario <strong>andare a votare domenica</strong> scegliendo <strong>5 &#8216;<em>SI</em>&#8216;</strong>. Un primo passo che noi <strong>cittadini</strong> possiamo compiere affinché in <strong>Italia</strong> ci sia finalmente una <strong>giustizia giusta </strong>e non <strong>malata</strong>. Una possibilità che non possiamo farci sfuggire.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-280757 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Referendum-giustizia.png" alt="Referendum giustizia" width="971" height="644" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2022/06/09/referendum-giustizia/">Domenica c&#8217;è il referendum per una giustizia giusta: per cosa si vota e perché votare SI</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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