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	<title>padre pio Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>padre pio Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Lotto vincente in Campania, premiato il &#8216;terno di Padre Pio&#8217;: vinti 43mila euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2022 16:56:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[Vinto il terno in Campania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fortuna ha baciato la Campania. Ma questa volta la Dea Bendata ha avuto l&#8217;aiuto di un Santo molto amato: Padre Pio. Infatti, secondo quanto riportato dall&#8217;Agipronews, a Pietralcina, località sannita legata proprio a Padre Pio, sono stati vinti 19mila euro con tre ambi e un terno. Vinto il terno in Campania Lo scorso 24 marzo ha premiato anche la provincia di Napoli. Infatti, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>fortuna</strong> ha baciato la <strong>Campania</strong>. Ma questa volta la <em>Dea Bendata</em> ha avuto l&#8217;aiuto di un <strong>Santo</strong> molto amato: <strong>Padre Pio</strong>. Infatti, secondo quanto riportato dall&#8217;<em>Agipronews</em>, a <strong>Pietralcina</strong>, località sannita legata proprio a <strong>Padre Pio</strong>, sono stati vinti <strong>19mila euro</strong> con <strong>tre ambi</strong> e un <strong>terno</strong>.</p>
<h2>Vinto il terno in Campania</h2>
<p>Lo scorso <strong>24 marzo</strong> ha premiato anche la <strong>provincia di Napoli</strong>. Infatti, nell&#8217;area Nord a <strong>Qualiano</strong>, un giocatore ha vinto <strong>13.500 euro</strong> mentre a <strong>Procida</strong> sono stati incassati <strong>11mila euro</strong>. Il <strong>Lotto</strong> ha distribuito <strong>4,4 milioni di euro</strong>, per un totale di <strong>236 milioni</strong> da inizio anno.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-275653 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Vinto-il-terno-in-Campania.png" alt="Vinto il terno in Campania" width="964" height="512" /></p>
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		<title>È in fin di vita e gli organizzano il funerale ma lui si risveglia: &#8220;Vivo per miracolo!&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2019 10:34:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avellino]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Non solo a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[ariano irpino]]></category>
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		<category><![CDATA[montecalvo irpino]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ora si trova ricoverato presso l&#8217;ospedale di San Giovanni Rotondo per i dovuti accertamenti, ma quella che è stata vissuta da Mario Lo Conte è stata un&#8217;avventura senza precedenti. La famiglia aveva riportato a casa il 74enne perché, come riportato da La Repubblica, dichiarato in fin di vita e senza speranze dai medici dell&#8217;ospedale di Ariano Irpino (piccolo centro [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ora si trova ricoverato presso l&#8217;ospedale di <strong>San Giovanni Rotondo </strong>per i dovuti accertamenti, ma quella che è stata vissuta da <strong>Mario Lo Conte</strong> è stata un&#8217;avventura senza precedenti.</p>
<p>La famiglia aveva riportato a casa il 74enne perché, come riportato da <em>La Repubblica</em>, dichiarato in fin di vita e senza speranze dai medici dell&#8217;ospedale di <strong>Ariano Irpino</strong> (piccolo centro in provincia di <strong>Avellino</strong>). I parenti avevano anche contattato il parroco per l&#8217;estrema unzione e organizzato il funerale.</p>
<p>Poi il piacevole imprevisto, con <strong>Lo Conte</strong> che dopo essere stato ricoverato d&#8217;urgenza &#8211; considerate le gravi condizioni causate da un malore &#8211; si è risvegliato all&#8217;improvviso. &#8220;<em>Sono vivo per miracolo, mi ha salvato Padre Pio</em>&#8220;, ha raccontato il 74enne.</p>
<p>&#8220;<em>Credo che San Pio mi ha fatto questa grazia. Sono credente, sereno e accetto le sofferenze. Sono vivo per miracolo. Mi stanno chiamando in tanti per chiedermi come sto. Ma io non ricordo più nulla. È stata la fede ad avermi salvato</em>&#8220;, queste le parole di <strong>Lo Conte</strong> riportate da <em>OttoChannel</em>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-147413 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/mortochesisveglia.jpg" alt="È in fin di vita e gli organizzano il funerale ma lui si risveglia: &quot;Vivo per miracolo!&quot;" width="650" height="357" /></p>
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		<title>Padre Pio fu soldato a Napoli durante la I Guerra Mondiale</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/02/14/padre-pio-fu-soldato-napoli-la-guerra-mondiale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2017 14:38:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non tutti sanno che Padre Pio durante la I Guerra Mondiale fu chiamato ad indossare la divisa militare trasformandosi contro la sua volontà nel soldato Francesco Forgione [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/14/padre-pio-fu-soldato-napoli-la-guerra-mondiale/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Padre Pio fu soldato a Napoli durante la I Guerra Mondiale</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando l&#8217;Italia entra in guerra ( 24 maggio 1915 ), <strong>Padre Pio</strong> aveva solo 28 anni. Al soldato <strong>Francesco Forgione</strong> non fu risparmiata quindi la chiamata alle armi per mobilitazione, dal R. D. del 22 maggio 1915. L&#8217;uomo lasciò Pietrelcina lunedì 6 dicembre 1915 per dirigersi alla volta di <strong>Napoli</strong>. Dopo essere stato in osservazione presso alcuni ospedali militari di Benevento e Caserta, Padre Pio giunse nel capoluogo campano, presso l&#8217;<strong>Ospedale Militare della Trinità</strong>. Qui venne assegnato alla <strong>10ª Compagnia di Sanità</strong> in Napoli ossia alla <strong>Caserma Sales</strong> il cui edificio oggi non esiste più ma che, all&#8217;epoca, si trovava accanto al Santuario della Cesarea, in via <strong>Salvador Rosa</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-49530 size-large" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/padre-pio-fu-soldato-a-napoli-durante-la-i-guerra-mondiale-2-1024x588.png" width="640" height="368" /></p>
<p>Solo 11 giorni più tardi, il 17 dicembre 1915, il soldato Francesco Forgione venne chiamato per la visita collegiale. I sanitari militari gli riconobbero &#8220;un&#8217;infiltrazione ai polmoni&#8221; motivo per il quale lo inviarono in licenza per un anno. Padre Pio fece quindi ritorno a <strong>Pietrelcina</strong>. Esattamente 12 mesi dopo, poco prima di Natale, Francesco rientrò al <strong>Corpo Militare di Napoli</strong> dove venne, sottoposto a una nuova visita medica, era il 2 gennaio 1917. I medici confermano il precedente referto però in senso peggiorativo. A Padre Pio, infatti, fu riconosciuta una &#8220;<em>infiltrazione polmonare ad ambo gli apici, catarro bronchiale cronico diffusissimo&#8221; </em>ed inviato in licenza straordinaria illimitata in attesa di rassegna.</p>
<p>Il 19 agosto 1917 il soldato Forgione calpestò nuovamente il suolo partenopeo. Il frate fu, infatti, sottoposto a due ulteriori visite mediche presso l&#8217;<strong>Ospedale Trinità</strong>. Entrambe confermarono la diagnosi precedente di &#8220;infiltrazione agli apici polmonari&#8221;. Padre Pio venne quindi ricoverato presso la <strong>I Clinica Medica</strong> ( <strong>Policlinico</strong>, <strong>Piazza Miraglia</strong> ) dove soffrì pene indicibili non solo per la mancanza della Cappella ma anche perchè non gli era permesso uscire e, di conseguenza, celebrare la Santa Messa. Fortunatamente il 4 settembre 1917 il frate poté rientrare all&#8217;Ospedale Militare Trinità qui purtroppo dopo una visita medica “ridotta ad un semplice sguardo, senza altra osservazione” un colonnello lo ritenne “<em>idoneo ai servizi interni</em>”.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-49538 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/padre-pio-fu-soldato-a-napoli-durante-la-i-guerra-mondiale.png" width="272" height="403" />Durante la sua esperienza come soldato di sanità presso la <strong>Caserma Sales</strong>, in via Salvador Rosa, <strong>Padre Pio</strong> soffrì moltissimo ma, ciononostante, lavorò sodo proprio come tutti gli altri. La sua gracilità conclamata non gli impedì di trasportare pesanti sacchi ed altri carichi da un reparto all&#8217;altro della caserma, di effettuare i vari servizi di ronda, di piantone, di staffetta, di guardia, di ramazza e, perfino, di pulizia dei gabinetti. Per non parlare poi delle oscenità a cui fu costretto ad assistere e subire come, ad esempio, parolacce, turpiloqui, bestemmie, ingiustizie e soprusi. Francesco soffriva in silenzio e, forse, fu proprio a causa di queste pene che, solo un mese dopo il suo arruolamento, il 7 ottobre 1917, si ammalò di forti febbri. Fu costretto nuovamente al ricovero presso l&#8217;<strong>Ospedale della Trinità</strong>. Reparto misto, <strong>letto 501</strong>.</p>
<p>Fortunatamente il 5 novembre 1917 l&#8217;uomo che, poi, sarebbe diventato Padre Pio venne dimesso dall&#8217;<strong>Ospedale Militare di Napoli</strong> ed inviato in licenza di convalescenza per quattro mesi. Il <strong>soldato Forgione</strong> tornò a Pietrelcina dove finalmente poté indossare il saio francescano. Il suo rapporto con l&#8217;esercito però non si era ancora concluso. Il 6 marzo 1918, infatti, Francesco dovette ripresentarsi presso l&#8217;<strong>Ospedale Militare Trinità</strong> di Napoli dove fu sottoposto ad ulteriori accertamenti medici. Quindi venne ricoverato presso questa struttura e, subito dopo, trasferito alla <strong>I Clinica Medica</strong>. Il 15 marzo 1918 Francesco venne finalmente riformato per &#8220;<strong>bronco alveolite doppia</strong>&#8220;.</p>
<p>Il frate lasciò quindi <strong>Napoli</strong> per sempre ma donò al capoluogo campano, nello specifico all&#8217;Ospedale Militare, un segno tangibile della sua permanenza. La città, infatti, fu testimone oculare degli straordinari poter di Padre Pio, delle sue visioni, delle sue guarigioni e finanche delle sue profezie. Le <strong>famose febbri</strong> del frate facevano scoppiare i termometri, le sue <strong>misteriose emottisi</strong> non avevano alcuna spiegazione scientifica ma mistica: erano infatti necessarie per liberare i pazienti dalle loro malattie in modo tale da potersele accollare lui. La permanenza napoletana fu per Padre Pio però soprattutto all&#8217;insegna dell&#8217;avvilimento e del tormento poiché impossibilitato a celebrare la Santa Messa quotidianamente.</p>
<p>Quando gli era possibile esaudire questo suo desiderio, Francesco scoppiava in lacrime dando così libero sfogo al suo atroce dolore. Eppure il frate non si perse mai d&#8217;animo continuando ad essere sacerdote nonostante tutto, anche in caserma e in ospedale. Era però soprattutto al <strong>Santuario della Cesarea</strong>, durante la celebrazione della <strong>Santa Messa</strong>, che <strong>Padre Pio</strong> tornava ad essere un uomo felice. La vicinanza a <strong>Gesù</strong> gli restituiva quanto la vita gli stava togliendo tanto che il frate non perse mai occasione per officiare e, nel periodo compreso tra il 5 settembre e il 6 ottobre 1917, riuscì a celebrare ben 34 Sante Messe. Questa sofferenza terminò con il congedo ma il Signore aveva in mente per Padre Pio solo una passione ancora più intensa. A sei mesi dalla licenza definitiva per  &#8220;<strong>bronco alveolite doppia</strong>&#8220;, il frate abbracciava la sua croce.</p>
<p>Il 20 settembre 1918, infatti, le piaghe di Padre Pio si aprirono ed il <strong>sangue</strong> che sgorgò dalle sue <strong>stigmate</strong> si riversò a fiotti sull&#8217;intera umanità inondandola così della <strong>grazia di Dio</strong>. Molto probabilmente fu la stessa Provvidenza a &#8216;tramare&#8217; affinché il Santo si recasse a Napoli durante la <strong>I Guerra Mondiale</strong>. Non fu quindi una coincidenza che quasi un mese dopo la comparsa delle stigmate, esattamente il 4 novembre 1918, la guerra terminasse.</p>
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