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	<title>mattia preti Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>mattia preti Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>L&#8217;inquietante affresco di Mattia Preti a Porta San Gennaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 15:40:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mattia preti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'unico affresco esterno di Mattia Presti, sopravvissuto all'incuria e al trascorrere inesorabile del tempo, si trova a Porta San Gennaro [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/27/linquietante-affresco-mattia-preti-porta-san-gennaro/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from L&#8217;inquietante affresco di Mattia Preti a Porta San Gennaro</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le numerose porte di Napoli, spicca per una serie di ragioni la <strong>Porta di San Gennaro</strong>, così chiamata perchè attraversarla era l’unica maniera per andare a far visita alle catacombe di San Gennaro. Altra ragione del suo prestigio: la data di creazione. Si tratta della porta più antica di Napoli ( i primi lavori cominciarono nell&#8217;ottavo secolo dopo Cristo ).</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-46623 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/linquietante-affresco-di-mattia-preti-a-porta-san-gennaro.jpg" width="640" height="400" /></p>
<p>Come molte delle sue “colleghe”, la porta di San Gennaro, nel corso dei secoli non rimase mai identica a se stessa troppo a lungo. La prima modifica riguardò una demolizione e ricostruzione in età ducale. Stessa procedura, ma in grande stile, fu avviata un centinaio dopo: nel 1573, infatti, <strong>Don Pedro de Toledo</strong> fece spostare tutta la struttura dai pressi della Chiesa del Gesù ai pressi di Piazza Cavour, sempre in via Foria.</p>
<p>Cos&#8217;ha di diverso questa porta dalle altre? Oltre ad essere la porta più antica, la Porta di San Gennaro ha anche delle particolarità artistiche che le altre non hanno, o non hanno più. Su un lato campeggia una statua di <strong>San Gaetano</strong>, ex voto del 1656 consegnato nel tentativo di porre fine alla peste dilagante, dall&#8217;altro una statua di San Gennaro, che reca l’iscrizione “<em>Divo Januario – apotropaco – sospes Neapolis</em>“”.</p>
<p>Ma l’incredibile punto forte di questa porta è un dipinto di <strong>Mattia Preti</strong> ancora integro! Si racconta che, Mattia Preti, lesto di spada come di pennello (era un pittore pieno di talento), avesse infilzato un uomo a Roma, e nel tentativo di non farsi prendere dai gendarmi, cominciò una lunga fuga che lo portò fino a Napoli. Qui in realtà non avrebbero certo smesso di cercarlo. Anzi.</p>
<p>Una volta individuato, stante la sua evidente volontà di vivere, gli fu proposta una pena alternativa: <strong>Napoli</strong> l’avrebbe ospitato regolarmente solo se egli avesse dipinto tutte le porte di Napoli. Tutti i dipinti avrebbero dovuto essere incentrati sul tema della peste, perchè Napoli in quel periodo ne era flagellata, ed intendeva ingraziarsi Dio, Gesù, Madonna, e tutti i Santi.</p>
<p>Mattia Preti procedette di buon grado. Visse la sfida con intensità, come suo solito, e terminò di affrescare tutte e sette le porte in soli due anni, dal 1657 al 1659: <strong>Porta Capuana</strong>, <strong>Porta dello Spirito Santo</strong>, <strong>Porta di Costantinopoli</strong>, <strong>Porta di Chiaia</strong>, <strong>Porta del Carmine</strong>, <strong>Porta Nolana</strong>, e la nostra amata <strong>Porta di San Gennaro</strong>.</p>
<p>Tutto il lavoro di Mattia Preti sulle porte di Napoli è andato completamente perduto, vuoi per il tempo, vuoi per l’incuria. L’unica a resistere ad entrambe le calamità è stata la Porta di San Gennaro. E così, nella grande edicola a lei dedicata, possiamo ammirare la centralità della figura della <strong>Madonna</strong> (intermediaria in questo caso tra San Gennaro e Dio), e <strong>San Gennaro</strong> stesso (intermediario presso gli uomini).</p>
<p>Sul basso scene di disperazione, con la <strong>Peste</strong> a far da protagonista sotto forma di donna che mangia se stessa (simbolicamente un auto alimentarsi della malattia attraverso il contagio). Oggi, ai piedi della Porta di San Gennaro, fortunatamente l’umanità è sopravvissuta, e continua la sua vita di ogni giorno, non badando più a quell&#8217;opera d’arte, che non riesce nemmeno più da monito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/27/linquietante-affresco-mattia-preti-porta-san-gennaro/">L&#8217;inquietante affresco di Mattia Preti a Porta San Gennaro</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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