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	<title>mafia Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 16 Jan 2023 10:38:08 +0000</lastBuildDate>
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	<title>mafia Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<item>
		<title>Mattia Messina Denaro, l&#8217;apparizione in un video del 2009: scattano le perquisizioni della Polizia in Sicilia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Oct 2021 05:05:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Le perquisizioni della Polizia dopo l'apparizione in un video di Messina Denaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia sta eseguendo decine di perquisizioni in Sicilia con l&#8217;obiettivo di individuare dove si nasconde il boss numero uno di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993. Nei controlli, disposti dalla Dda di Palermo, sono impegnati circa 150 agenti delle squadre mobili di Palermo, Trapani e Agrigento, supportati dagli uomini del Servizio centrale [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>Polizia</strong> sta eseguendo decine di <strong>perquisizioni</strong> in <strong>Sicilia</strong> con l&#8217;obiettivo di individuare dove si nasconde il boss numero uno di Cosa Nostra <strong>Matteo Messina Denaro</strong>, latitante dal <strong>1993</strong>.</p>



<p>Nei controlli, disposti dalla <strong>Dda di Palermo</strong>, sono impegnati circa <strong>150 agenti</strong> delle squadre mobili di <strong>Palermo</strong>, <strong>Trapani</strong> e <strong>Agrigento</strong>, supportati dagli uomini del Servizio centrale operativo e dei reparti prevenzione crimine di <strong>Sicilia</strong> e <strong>Calabria</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le perquisizioni della Polizia dopo l&#8217;apparizione in un video di Messina Denaro</h2>



<p>Le <strong>perquisizioni</strong> sono scattate in particolare nei confronti di una serie di soggetti sospettati di essere fiancheggiatori di<strong> Messina Denaro </strong>e di personaggi considerati vicini o contigui alle <strong>famiglie mafiose trapanesi e agrigentine</strong>.</p>



<p>I <strong>poliziotti</strong> stanno operando a <strong>Castelvetrano</strong>, <strong>Campobello</strong> <strong>di</strong> <strong>Mazara</strong>, <strong>Santa</strong> <strong>Ninfa</strong>, <strong>Partanna</strong>, <strong>Mazara</strong> <strong>del</strong> <strong>Vallo</strong>, <strong>Santa</strong> <strong>Margherita</strong> <strong>Belice</strong> e <strong>Roccamena</strong> (<strong>Palermo</strong>).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le perquisizioni della Polizia dopo l&#8217;apparizione in un video di Messina Denaro: il video</h3>



<p>Una <strong>jeep</strong> appare nelle campagne di&nbsp;<strong>Agrigento</strong>. La vettura è stata immortalata da alcune <strong>telecamere di video sorveglianza</strong>. È il <strong>2009</strong> e per gli <strong>inquirenti</strong> non ci sono dubbi: seduto sul posto per i passeggeri c&#8217;è <strong>Mattia Messina Denaro</strong>. Le immagini sono state mandate in onda in esclusiva dal&nbsp;<em>Tg2</em>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Le-perquisizioni-della-Polizia-dopo-lapparizione-in-un-video-di-Messina-Denaro.png" alt="Le perquisizioni della Polizia dopo l'apparizione in un video di Messina Denaro" class="wp-image-259677"/></figure>
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		<title>Massimo Giletti e Nino Di Matteo minacciati dalla mafia: &#8220;Stanno scassando la minchia&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/07/14/massimo-giletti-e-nino-di-matteo-minacciati-dalla-mafia-stanno-scassando-la-minchia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2020 11:40:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[massimo giletti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Quell&#8217;uomo&#8230; di Giletti e quel&#8230; di Di Matteo stanno scassando la minchia&#8221;. E&#8217; l&#8217;11 maggio scorso e a parlare, mentre è in carcere, è il boss mafioso Filippo Graviano, condannato per le stragi del &#8217;92 e del &#8217;93. La sera prima aveva visto la trasmissione &#8216;Non è l&#8217;Arena&#8217; di Giletti, che parlava di scarcerazioni e [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Quell&#8217;uomo&#8230; di Giletti e quel&#8230; di Di Matteo stanno scassando la minchia&#8221;. E&#8217; l&#8217;11 maggio scorso e a parlare, mentre è in carcere, è il boss mafioso Filippo Graviano, condannato per le stragi del &#8217;92 e del &#8217;93. La sera prima aveva visto la trasmissione &#8216;Non è l&#8217;Arena&#8217; di Giletti, che parlava di scarcerazioni e non gli era andata giù.</p>
<p>Graviano parla con lo ndranghetista Maurizio Barillari. Gli uomini del Gom, il reparto mobile della polizia penitenziaria, hanno ascoltato le sue parole e stilato una relazione. &#8220;Il ministro fa il suo lavoro e loro rompono i&#8230;&#8221;, dice Graviano.</p>
<h2>Massimo Giletti e Nino Di Matteo minacciati dalla mafia</h2>
<p>A rivelare il retroscena è il giornalista Lirio Abbate nel suo nuovo libro &#8216;U siccu&#8217; su Matteo Messina Denaro, come scrive oggi Repubblica. &#8220;La sera del 10 maggio &#8211; scrive il Gom &#8211; quasi tutti i detenuti al 41 bis erano davanti al televisore&#8221;.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-212981 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Massimo-Giletti-e-Nino-Di-Matteo-minacciati-dalla-mafia-Stanno-scassando-la-minchia.png" alt="Massimo Giletti e Nino Di Matteo minacciati dalla mafia: &quot;Stanno scassando la minchia&quot;" width="835" height="446" /></p>
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		<title>Fiumi di coca dal Sud America, arrestato in Ecuador narcos latitante: era in fuga dal 2018</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/03/13/fiumi-di-coca-dal-sud-america-arrestato-in-ecuador-narcos-latitante-era-in-fuga-dal-2018/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2020 06:50:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, in stretta collaborazione con l’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza presso l’Ambasciata Italiana in Bogotà (Colombia) e con la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, ha individuato e fatto arrestare nella città di Manta (in Ecuador) un pericoloso narcotrafficante di origine campana, Serafino Rubino, latitante [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria</strong> della <strong>Guardia di Finanza di Napoli</strong>, in stretta collaborazione con l’<strong>Ufficio dell’Esperto</strong> <strong>per la Sicurezza</strong> presso l’<strong>Ambasciata Italiana</strong> in <strong>Bogotà</strong> (<strong>Colombia</strong>) e con la <strong>Direzione Centrale per i Servizi Antidroga</strong>, ha individuato e fatto arrestare nella città di <strong>Manta</strong> (in <strong>Ecuador</strong>) un pericoloso narcotrafficante di origine campana, <strong>Serafino Rubino</strong>, latitante da <strong>giugno 2018</strong>, da quando si era sottratto all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal <strong>Gip</strong> presso il <strong>Tribunale di Reggio Calabria</strong> su richiesta della locale <strong>Direzione Distrettuale Antimafia</strong>.</p>
<p>In particolare, l’operazione è avvenuta nell’ambito di un’indagine condotta dagli specialisti del <em>Gruppo di Investigazione Criminalità Organizzata</em> (<strong>G.I.C.O.</strong>) <strong>di Napoli</strong> su un traffico internazionale di cocaina proveniente dal <strong>Sud America</strong>, in cui sarebbero coinvolti anche soggetti campani.</p>
<p>Gli sviluppi investigativi emersi, nonché il coordinamento e supporto info-operativo assicurato dai citati organismi interforze internazionali, hanno permesso, prima di identificare e localizzare il <strong>Rubino</strong> e, successivamente, di segnalarlo alla <strong>Polizia Nazionale Ecuadoriana</strong>.</p>
<p>All’atto del suo arresto il latitante ha esibito un documento di riconoscimento colombiano, rivelatosi falso, mentre a conferma della sua identità sono stati riscontrati i tatuaggi che erano stati descritti dall’<strong>Interpol</strong> per la ricerca in campo internazionale.</p>
<p>La <strong>Corte Nazionale di Giustizia Ecuadoriana</strong>, attivata dai canali di collaborazione internazionale, ha ordinato la cattura per fini di estradizione del cittadino italiano, il quale verrà rimpatriato non appena espletato il previsto iter diplomatico.</p>
<p><strong>Serafino Rubino</strong>, secondo quanto emerso dalle indagini svolte a suo tempo dal <strong>Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro</strong> nell’ambito operazione “<em>Hermes 2016</em>” e culminate nel provvedimento di cattura emesso dal <strong>Tribunale di Reggio Calabria</strong>, avrebbe gestito un grosso traffico internazionale di cocaina insieme alla compagna del boss della mafia catanese <strong>Salvatore Cappello</strong> detto &#8220;<em>Turi</em>”.</p>
<p>Attraverso trattative dirette con i narcotrafficanti sudamericani il <strong>Rubino</strong> avrebbe “piazzato” la <strong>cocaina</strong> a diversi acquirenti in <strong>Italia</strong>, tra i quali anche alcune cosche di ‘<strong>ndrangheta</strong> di primo piano come quella dei “<strong>Pelle-Vottari</strong>” di <strong>San Luca</strong> (<strong>Reggio Calabria</strong>).</p>
<h1>IL VIDEO &#8211;</h1>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/A7nuP57hiHw" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Trattativa Stato-mafia: Totò Riina ha deciso di parlare in aula</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/01/31/trattativa-stato-mafia-toto-riina-ha-deciso-di-parlare-in-aula/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[giovanni d'alessio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 10:29:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[totò riina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al termine dell&#8217;udienza è giunta una notizia inaspettata. Nel momento in cui si sono concluse le deposizioni dei testi, infatti, il presidente della corte d&#8217;assise, Alfredo Montalto, ha chiesto, per necessità ed organizzazione del lavoro, chi tra gli imputati fosse disponibile a sottoporsi all&#8217;esame. Il boss Totò Riina ha fatto sapere attraverso il suo legale Giovanni [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al termine dell&#8217;udienza è giunta una notizia inaspettata. Nel momento in cui si sono concluse le deposizioni dei testi, infatti, il presidente della corte d&#8217;assise, <strong>Alfredo Montalto</strong>, ha chiesto, per necessità ed organizzazione del lavoro, chi tra gli imputati fosse disponibile a sottoporsi all&#8217;esame. Il boss <strong>Totò Riina</strong> ha fatto sapere attraverso il suo legale <strong>Giovanni Anania</strong>, che darà risposta ad avvocati e pm in merito al processo sulla trattativa <em>Stato-Mafia</em>.</p>
<p>In questo processo, la <em>Procura di Palermo</em> tenta di provare l&#8217;esistenza di un&#8217;alleanza criminale tra mafia e Stato a seguito delle stragi del &#8217;92 nelle quali persero la vita <strong>Giovanni Falcone</strong> e <strong>Paolo Borsellino </strong>e gli uomini della scorta. Sono 10 gli imputati, mafiosi e pentiti come <strong>Giovanni Brusca</strong>, <strong>Massimo Ciancimino</strong>, ex politici come <strong>Marcello Dell&#8217;Utri</strong> e <strong>Nicola Mancino</strong> ed ex ufficiali del Ros dei carabinieri, eppure solo il <em>boss</em> ha accettato di rispondere direttamente in Aula. Una vera e propria sorpresa, totalmente inattesa, dal momento che lo stesso Riina ha sempre negato non solo l&#8217;esistenza di &#8220;<em>Cosa Nostra</em>&#8221; ma anche ogni suo coinvolgimento<em>. </em>L&#8217;attesa udienza + fissata per il 16 febbraio 2017.</p>
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		<title>Morto Bernardo Provenzano, il boss della mafia</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2016/07/13/morto-bernardo-provenzano-boss-della-mafia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 07:57:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[bernardo provenzano]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stato senza&#8217;altro il boss più temuto di Cosa Nostra. Può &#8220;vantare&#8221; il record della latitanza più lunga con i suoi 43 anni di vita clandestina che vanno dal 10 settembre 1963 all&#8217;11 aprile 2006 quando fu scovato in un casolare a pochi passi da casa. Il boss mafioso Bernardo Provenzano è morto all&#8217;ospedale San [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E&#8217; stato senza&#8217;altro il boss più temuto di Cosa Nostra</strong>. Può &#8220;vantare&#8221; il record della latitanza più lunga con i suoi 43 anni di vita clandestina che vanno dal 10 settembre 1963 all&#8217;11 aprile 2006 quando fu scovato in un casolare a pochi passi da casa.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16579" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Provenzano_640.jpg" alt="Provenzano_640" width="640" height="334" /></p>
<p>Il boss mafioso <strong>Bernardo Provenzano</strong> è morto all&#8217;ospedale San Paolo di Milano all&#8217;età di 83 anni. <em>Binnu u&#8217; Tratturi</em>, conosciuto così per la violenza nei confronti dei suoi rivali, nato a Corleone il 31 gennaio del 1933, è considerato il capo della Mafia dall&#8217;arresto di <strong>Totò Riina</strong>, avvenuto nel 1993, fino al suo stesso arresto dell&#8217;11 aprile del 2006.</p>
<p>Provenzano è morto dopo una lunga malattia. Da anni, infatti, gli era stato diagnosticato un tumore alla vescica.</p>
<p>La latitanza di Provenzano è iniziata il 10 settembre del 1963, quando i Carabinieri della caserma di Corleone lo denunciarono per l&#8217;assassinio di <strong>Francesco Paolo Streva</strong>, associazione a delinquere e porto abusivo di armi da fuoco. Con Totò Riina, Provenzano si rese protagonista della cosiddetta &#8220;seconda guerra di mafia&#8221; con cui uccisero tutti i boss rivali e presero il controllo della Cupola di mafia.</p>
<p>Dopo gli arresti eccellenti di <strong>Riina, Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca</strong>, per tutelare gli interessi economici e riprendere gli affari illeciti dopo la sovraesposizione dovuta agli attentati del 1992-1993, Provenzano avviò la &#8220;<em>strategia della sommersione</em>&#8221; che puntava a rendere &#8220;invisibile&#8221; Cosa Nostra. Strategia che prevedeva la diminuzione di omicidi e azioni eclatanti per far calare il livello di attenzione dell&#8217;opinione pubblica e delle forze dell&#8217;ordine nei confronti delle attività dei clan.</p>
<p>Provenzano è celebre anche per i cosiddetti &#8220;<em>pizzini</em>&#8220;, i foglietti di carta con cui comunicava per evitare in qualsiasi modo di essere intercettato e localizzato. Cosa che gli ha permesso la lunghissima latitanza e modo con cui impartiva ordini agli affiliati.</p>
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