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	<title>luigi di maio. nicola zingaretti Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>luigi di maio. nicola zingaretti Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Renzi, lo schiaffo al Pd per tenere sotto scacco il Governo</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2019 11:58:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La così tanto attesa scissione (l&#8217;ennesima a sinistra), sperata da molti e scongiurata da altri, è arrivata. Matteo Renzi e le sue truppe usciranno dal Partito Democratico per dar vita ad un nuovo movimento politico il cui nome non è stato ancora reso pubblico. La decisione dell&#8217;ex Premier potrebbe comportare diverse conseguenze che a loro volta potrebbero [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La così tanto attesa scissione (l&#8217;ennesima a sinistra), sperata da molti e scongiurata da altri, è arrivata. <strong>Matteo Renzi </strong>e le sue truppe usciranno dal <strong>Partito Democratico</strong> per dar vita ad un nuovo movimento politico il cui nome non è stato ancora reso pubblico. La decisione dell&#8217;ex Premier potrebbe comportare diverse conseguenze che a loro volta potrebbero influenzare il percorso del nuovo governo targato <strong>Pd</strong>&#8211;<strong>M5S</strong>.</p>
<p><strong>LA SCELTA &#8211;</strong> Veniamo alle motivazioni che avrebbero spinto <strong>Renzi</strong> a compiere questa scelta. Una è di matrice interna. <strong>Renzi</strong> ha lasciato un partito del quale era diventato segretario in modo plebiscitario e che grazie a lui era resuscitato raggiungendo il 40% alle europee del 2014 e la maggioranza di governo. Ma il suo ego smisurato e il continuo e costante &#8216;<em>fuoco amico</em>&#8216; da parte di coloro che si professavano alleati, l&#8217;hanno messo al tappeto.</p>
<p><strong>PASSATO, PRESENTE E FUTURO DEL PD &#8211;</strong>Per <strong>Renzi</strong> il <em>Pd</em> iniziava a stare stretto. Nessuno lo voleva fuori, almeno pubblicamente, però tutti ne desideravano la dipartita. Ad oggi dal <em><strong>Nazareno</strong></em> sono partiti cori di rimpianti e rimorsi. Voci di chi ha sempre fatto la guerra ai <em>renziani</em> e che adesso hanno manifestato il loro dispiacere per la rottura provocata da <strong>Renzi</strong>. La conseguenza è stata che adesso dalla porta dei <em>Dem</em> uscirà l&#8217;ex Segretario ma ci rientreranno &#8220;ex scissionisti&#8221; come <strong>D&#8217;Alema</strong>, <strong>Bersani </strong>e <strong>Speranza</strong> (oggi Ministro della Sanità).</p>
<p>A questo punto il <strong>Pd</strong> può dirsi &#8220;<em>derenzizzato</em>&#8221; ma quanto potrà durare un partito &#8211; nato per dar vita ad un&#8217;organizzazione socialista, di sinistra, riformista, moderata, liberale e con spirito maggioritario (come il <em><strong>Labour</strong></em> inglese o il <em><strong>Democratic Party</strong></em> statunitense) &#8211; che torna ad essere definitivamente l&#8217;unione di ex comunisti ed ex democristiani? Il rischio che quello dei <em>Dem</em> possa diventare un partito &#8220;<em>cattocomunista</em>&#8221; (quindi poco laico, statalista, giustizialista ed estremista) è davvero forte (e l&#8217;alleanza con il <strong>M5S </strong> potrebbe essere un primo banco di prova in questo senso).</p>
<p>Di conseguenza il <strong>Pd</strong> non potrà più essere un attrattore di un elettorato che guardava più a <strong>Renzi</strong> che ad un segretario alla <strong>Zingaretti</strong>. Allo stesso tempo il <strong>Pd</strong> non potrà scampare a future trattative, anche di governo, con quello che sarà il nuovo movimento politico che l&#8217;ex Premier lancerà nei prossimi giorni. In merito siamo in attesa delle stime fornite dai sondaggi. Questi ultimi potranno dimostrare un altro gradimento per l&#8217;ex Segretario <em>Dem</em> se la sua nuova casa potrà attirare i delusi di <strong>Forza Italia</strong>, <strong>Calenda</strong> e i &#8220;non più radicali&#8221; di <strong>Più Europa</strong>.</p>
<p><strong>IL GOVERNO &#8211; </strong>La mossa di <strong>Renzi</strong> di appoggiare un esecutivo formato dal <strong>Pd</strong> e dal <strong>M5S</strong> ha messo all&#8217;angolo <strong>Salvini</strong> ma potrebbe mettere ko il nuovo governo. Per la tenuta della maggioranza il voto dei circa <strong>30 parlamentari</strong> &#8220;fedeli&#8221; a <strong>Renzi</strong> è indispensabile. Di conseguenza l&#8217;ex Premier continuerà ad essere un interlocutore privilegiato di <strong>Conte</strong>, <strong>Zingaretti</strong> e <strong>Di Maio</strong>.</p>
<p><strong>ANTI SALVINI E OLTRE &#8211;</strong> La decisione di <strong>Renzi</strong> ha un duplice obiettivo: da una parte creare un movimento che si posizioni a sinistra, facendo almeno all&#8217;inizio da stampella al <strong>Pd</strong>, e che sia di opposizione ad un centro destra a trazione leghista. In base a come andrà questa esperienza di governo tra i <em>Dem</em> e i <em>grillini</em>, si capirà se il <strong>M5S</strong> potrà diventare un interlocutore politico di <strong>Renzi</strong> (cosa improbabile) o un suo oppositore.</p>
<p><strong>PROSPETTIVE &#8211;</strong> L&#8217;altro obiettivo è quello dell&#8217;opportunità (da non trasformare in opportunismo) di creare una nuova casa politica che possa diventare la dimora di due grandi bacini elettorali che ad oggi nono sono rappresentati. Da una parte, appunto, i moderati, riformisti, laici e liberali. Dall&#8217;altra quelli che sono la vera maggioranza nel Paese: gli astensionisti, cioè coloro che non vanno a votare. Se <strong>Renzi</strong> con l&#8217;aiuto di chi vorrà seguirlo e sostenerlo riuscirà ad intercettare entrambe le sfere di elettori, potrà davvero aspirare ad essere il leader di una forza politica maggioritaria Altrimenti tornerà ad essere l&#8217;ennesima meteora politica che rappresenterà l&#8217;ennesimo partito dello 0, che esprimerà pochissimi parlamentari felici di occupare una delle tante poltrone.</p>
<p>Di conseguenza le strategie di <strong>Renzi</strong> potrebbero rivelarsi per l&#8217;<strong>Italia</strong> un&#8217;arma a doppio taglio. Un finale, dopo l&#8217;ascesa e la caduta di <strong>Renzi</strong> a causa del referendum perso nel <strong>2016</strong>, l&#8217;abbiamo già visto così come ne abbiamo vissuto le conseguenza. Non ci resta altro che attendere quest altro esito, sperando che sia molto migliore del primo.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/renzi-zingaretti-di-maio-1199389.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-172095 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/renzi-zingaretti-di-maio-1199389.jpg" alt="Renzi, lo schiaffo al Pd per tenere sotto scacco il Governo" width="650" height="374" /></a></p>
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