<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>liquore Archivi - Voce di Napoli</title>
	<atom:link href="https://www.vocedinapoli.it/tag/liquore/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.vocedinapoli.it/tag/liquore/</link>
	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 21 Nov 2022 18:23:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.6.1</generator>

<image>
	<url>https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/01/favicon-vocedinapoli-150x150.ico</url>
	<title>liquore Archivi - Voce di Napoli</title>
	<link>https://www.vocedinapoli.it/tag/liquore/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La ricetta del rucolino, il liquore tipico di Ischia</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/06/09/la-ricetta-del-rucolino-liquore-tipico-ischia/</link>
					<comments>https://www.vocedinapoli.it/2017/06/09/la-ricetta-del-rucolino-liquore-tipico-ischia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2017 13:53:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mangiare a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette napoletane]]></category>
		<category><![CDATA[liquore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vocedinapoli.it/2017/06/09/la-ricetta-del-rucolino-liquore-tipico-ischia/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il rucolino è un digestivo che viene preparato in quel di Ischia dove la famosa pianta a cui il liquore deve il nome cresce spontanea e rigogliosa [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/09/la-ricetta-del-rucolino-liquore-tipico-ischia/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from La ricetta del rucolino, il liquore tipico di Ischia</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/09/la-ricetta-del-rucolino-liquore-tipico-ischia/">La ricetta del rucolino, il liquore tipico di Ischia</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ischia</strong> non è semplicemente una delle isole più belle d&#8217;Italia e, volendo azzardare ( ma neanche troppo ) anche d&#8217;Europa visto che, nel nel 2016, si è aggiudicata il titolo di &#8220;<strong>Miglior isola europea&#8221; </strong>grazie ad una classifica stilata dal magazine newyorkese <strong>Travel + Leisure</strong> che può contare al suo attivo un pubblico di lettori che si aggira intorno ai 5 milioni ma è anche un luogo ricco di fascino, mistero e di un&#8217;imponente tradizione enogastronomica che non può e non deve assolutamente essere ignorata. E proprio per tale motivo, oggi, abbiamo deciso di parlare di una delle bevande più amate dagli ischitani: il <strong>rucolino</strong>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-69319 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/rucola.jpg" alt="" width="760" height="400" /></p>
<p>Si tratta, a tutti gli effetti, di un digestivo realizzato a partire dalle foglie di rucola, come suggerisce lo stesso nome affibbiato al liquore. La pianta in questione nasce e cresce spontanea sull&#8217;<strong>Isola Verde</strong> e regala alla bevanda alcolica una nota estremamente decisa, forte come è, in fondo, il sapore della cucina ischitana, ispirata alla tradizione contadina che faceva uso di piante selvatiche non coltivate. In particolare il rucolino è realizzato a partire da ingredienti poveri ma ricchi di gusto e la sua ricetta originale è a tutt&#8217;oggi un mistero dato che ogni famiglia detiene in gran segreto la sua versione.</p>
<h2><strong>INGREDIENTI</strong></h2>
<p>500 ml di alcool 95°<br />
500 ml di acqua<br />
60 grammi di foglie di rucola selvatica<br />
30 grammi di buccia di limone non trattato<br />
30 g di buccia di arancia non trattata<br />
3 chiodi di garofano<br />
mezza stecca di cannella<br />
mezza bacca di vaniglia<br />
400 grammi di zucchero semolato</p>
<h2><strong>PROCEDIMENTO</strong></h2>
<ul>
<li>Per prima cosa bisogna lavare bene le foglie di rucola selvatica e poi asciugarle delicatamente con un canovaccio.</li>
<li>Poi si può passare a preparare le spezie e gli agrumi. La bacca di vaniglia va semplicemente incisa con un coltellino onde poi prelevarne il cuore. La cannella, invece, va spezzettata mentre degli agrumi va prelevata la buccia facendo ben attenzione a non includere la parte bianca che è amara.</li>
<li>A questo punto non serve altro. Si possono quindi inserire tutti gli ingredienti (la rucola, le bucce, la vaniglia, la cannella e i chiodi di garofano) all&#8217;interno di un barattolo di vetro insieme all&#8217;alcool e lo si lascia<strong> </strong>riposare al buio per 7 giorni.</li>
<li>Trascorso questo tempo si deve filtrare il liquido prima con un colino e poi con una garza, con un panno di lino o di cotone.</li>
<li>Quindi si possono versare l’ acqua e lo zucchero in una pentola capiente. Prima di portare a bollore i due ingredienti è necessario mescolarli per bene fino a quando non si otterrà una soluzione omogenea. Ora non serve altro che posizionare la pentola sul fuoco e spegnere poco prima della bollitura cioè quando si vedono salire le prime bollicine.</li>
<li>Il procedimento è giunto quasi al termine. E&#8217; necessario solo aggiungere la soluzione zuccherata all&#8217;alcool precedentemente filtrato, attendere che il tutto si sia raffreddato completamente prima di travasarlo in bottiglie di vetro sterilizzate, e attendere un&#8217;altra settimana prima di gustarlo freddo o ghiacciato.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/09/la-ricetta-del-rucolino-liquore-tipico-ischia/">La ricetta del rucolino, il liquore tipico di Ischia</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vocedinapoli.it/2017/06/09/la-ricetta-del-rucolino-liquore-tipico-ischia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="" length="0" type="" />

			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;amaro di Caserta da una ricetta dei Borboni con le erbe del Giardino Inglese</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/03/03/lamaro-caserta-ricetta-dei-borboni-le-erbe-del-giardino-inglese/</link>
					<comments>https://www.vocedinapoli.it/2017/03/03/lamaro-caserta-ricetta-dei-borboni-le-erbe-del-giardino-inglese/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Mar 2017 08:59:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mangiare a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[liquore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vocedinapoli.it/2017/03/03/lamaro-caserta-ricetta-dei-borboni-le-erbe-del-giardino-inglese/</guid>

					<description><![CDATA[<p>A breve anche la Reggia di Caserta avrà il suo amaro prodotto con una miscela di erbe provenienti dal famoso Giardino Inglese [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/03/lamaro-caserta-ricetta-dei-borboni-le-erbe-del-giardino-inglese/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from L&#8217;amaro di Caserta da una ricetta dei Borboni con le erbe del Giardino Inglese</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/03/lamaro-caserta-ricetta-dei-borboni-le-erbe-del-giardino-inglese/">L&#8217;amaro di Caserta da una ricetta dei Borboni con le erbe del Giardino Inglese</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;appellativo &#8216;<strong><em>Reggia di Caserta</em></strong>&#8216; mai come in questi giorni sta volando di bocca in bocca. Non si tratta però dello straordinario palazzo reale progettato ad arte da Luigi Vanvitelli quanto piuttosto di una bevanda alcolica da realizzare con gli infusi delle erbe del <strong>Giardino Inglese</strong>. Siamo intorno alla seconda metà del Settecento quando i sovrani borbonici, Maria Carolina e Ferdinando, decidono di rivolgersi al giardiniere britannico <strong>Andrew John Graefer</strong> per l&#8217;impianto del giardino inglese.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-52522 size-full alignnone" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/lamaro-di-caserta-da-una-ricetta-dei-borboni-con-le-erbe-del-giardino-inglese.jpg" width="780" height="422" /></p>
<p>Nel 1786 inizia l&#8217;opera del botanico anglosassone che termina con una fuga insieme alla famiglia reale avvenuta il 23 dicembre 1798. Prima però di dileguarsi nel nulla <strong>Graefer</strong> fece del suo meglio per dare vita ad una vera e propria eccellenza nel campo della botanica effettuando numerosi viaggi lungo la costa salentina, ad Agnano, a Pozzuoli e, persino, in Sicilia pur di procurare nuove specie che potessero in qualche modo rendere speciale il Giardino Inglese per il quale era stato chiamato a <strong>Caserta</strong>. E vi riuscì. Senza alcun&#8217;ombra di dubbio, vi riuscì.</p>
<p>Dalla miscela delle erbe canfora, citronella, arancia amara, camelia, cicoria, finocchietto, bacche di mirto, ulivo, bergamotto e limoni nascerà un liquore con il <strong>marchio “Reggia di Caserta”</strong>. Il ruolo funzionale del marchio è a dir poco essenziale. Esso, infatti, permetterà subito al potenziale acquirente di identificare l&#8217;amaro casertano con l&#8217;<strong>opera vanvitelliana</strong> rendendo, di conseguenza, più semplici anche le strategie di marketing e di promozione. Quindi ormai manca poco: la Reggia di Caserta, a breve, avrà il suo amaro.</p>
<p>Ad oggi <strong>Mauro Felicori</strong>, il direttore del palazzo reale a partire dall&#8217;8 ottobre del 2015, ha provveduto ad avviare una procedura per la concessione del marchio ad operatori del settore. Anche in questo modo si valorizza un territorio che all&#8217;appello può vantare questa novità e tante altre bellezze. Insomma il conto alla rovescia è appena iniziato. Non ci resta che attendere l&#8217;imbottigliamento per poter gustare il primo sorso di questo straordinario amaro tutto casertano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/03/lamaro-caserta-ricetta-dei-borboni-le-erbe-del-giardino-inglese/">L&#8217;amaro di Caserta da una ricetta dei Borboni con le erbe del Giardino Inglese</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vocedinapoli.it/2017/03/03/lamaro-caserta-ricetta-dei-borboni-le-erbe-del-giardino-inglese/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="" length="0" type="" />

			</item>
	</channel>
</rss>
