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	<title>joan mirò Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>joan mirò Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>&#8220;Banksy e la (Post) Street Art&#8221; al PAN, tra provocazione e denuncia sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 14:52:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al PAN (Palazzo delle Arti di Napoli) è arrivata la mostra collettiva dedicata al movimento artistico del momento, significativamente intitolata: “Banksy e la (post) street art” . L&#8217;esposizione resterà al Palazzo delle Arti, da sempre punto di riferimento campano per l&#8217;arte contemporanea e non solo, sino al 16 febbraio 2020. L&#8217;allestimento prevede una rosa di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al<strong> PAN</strong> (<em>Palazzo delle Arti di Napoli</em>) è arrivata la mostra collettiva dedicata al movimento artistico del momento, significativamente intitolata: “<em><strong>Banksy e la (post) street art</strong></em>” . L&#8217;esposizione resterà al Palazzo delle Arti, da sempre punto di riferimento campano per l&#8217;arte contemporanea e non solo, sino al 16 febbraio 2020.</p>
<p>L&#8217;allestimento prevede una rosa di circa 70 opere di alcuni tra gli artisti più importanti della <strong>Street Art</strong>, provenienti da collezioni private o da gallerie di tutto il mondo. Un percorso espositivo a cura di <strong>Andrea Ingenito</strong>, che inizia con le opere di <strong>Banksy</strong>, il re del movimento underground, passando per il coloratissimo <strong>Mr. Brainwash</strong> (al secolo Thierry Guetta) , arrivando a <strong>OBEY</strong> (Shepard Fairey) divenuto famoso con i suoi “<em>manifesti</em> – <em>non autorizzati</em>” su <strong>Barak Obama</strong>, e all&#8217;italiano <strong>Mr. Savethawall</strong>.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo sarà precisamente l&#8217;unico artista nostrano ad essere rappresentato, colui il quale è stato designato dai più come il &#8220;<em>Banksy italiano</em>&#8220;. Tuttavia, non c&#8217;è cosa più sminuente per un artista se non quella di essere paragonato ad un &#8216;altro, sia pur della fama e del genio di <strong>Banksy</strong>.  <strong>Mr Savethewall</strong> è stato sicuramente influenzato in modo sensibile dal <em>writer</em> di <strong>Bristo</strong>l ma, attraverso una profonda crescita personale, è riuscito a crearsi un linguaggio del tutto autonomo.</p>
<p>La sua indiscutibile personalità emerge già dal supporto singolare ch&#8217;egli utilizza per veicolare la sua arte: non dipinge sui muri ma utilizza una tecnica a basso impatto ambientale che riserva le pareti da danni permanenti, fissando le sue opere con un nastro adesivo.</p>
<p>La scelta di aprire la mostra proprio con <strong>Banksy</strong>  è stata dettata, oltre che dalla sua fama, anche dal forte legame insito tra l&#8217;artista e <strong>Napoli</strong>. Del resto, fino a Maggio scorso (cioè fino a quando comparve l&#8217;immagine di un piccolo profugo con una torcia tra le mani sulle pareti di un palazzo veneto), Napoli era l&#8217;unica città italiana a possedere opere dell&#8217;artista senza volto più ricercato al mondo.</p>
<p>La prima opera campana, poi purtroppo vandalizzata, risale infatti al lontano 2010, con  il <em>murales</em> rappresentante &#8220;<em><strong>l’Estasi di Santa Teresa</strong></em>&#8220;. Poco dopo, comparve lo stancil della struggente &#8220;<em><strong>Madonna con la pistola</strong>&#8221; </em>in Piazza dei Girolamini, atta a denunciare il contraddittorio legame che unisce la criminalità organizzata alla religione.</p>
<p>Chi conosce a fondo l&#8217;arte di <strong>Banksy</strong> quanto la nostra meravigliosa città, non può evitare di cogliere lo stretto collante che li unisce: le opere dell&#8217;artista così come <strong>Napoli</strong>, sono entrambe caratterizzate da una tagliente ironia, una possente irriverenza e una prepotente quanto brutale bellezza.</p>
<p>Del resto, se è vero che &#8220;<em>L’arte è connessione tra le persone</em>&#8220;, come afferma <strong>Mr.Brainwash</strong> in una recente intervista al &#8220;<em><strong>Forbes</strong></em>&#8220;, la <strong>Street Art</strong> sta unendo le più disparate generazioni ed estrazioni sociali. Una corrente artistica di denuncia, fatta da e per il popolo, cruda ed in continua evoluzione. Progenie naturale della &#8220;<em><strong>Pop art</strong></em>&#8220;, il movimento underground anti-sistema per definizione, arriva nelle gallerie d&#8217;arte e non per questo muore ma anzi giunge all&#8217;apogeo della sua provocazione, trascinando dietro sé tutte le contraddizioni e gli interrogativi del nostro tempo.</p>
<figure id="attachment_184870" aria-describedby="caption-attachment-184870" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-184870 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/basnky-768x480-1-650x406-1.jpg" alt="&quot;Banksy e la (Post) Street Art&quot; al PAN di Napoli, tra provocazione e denuncia sociale" width="650" height="406" /><figcaption id="caption-attachment-184870" class="wp-caption-text">&#8220;Banksy e la (Post) Street Art&#8221; al PAN di Napoli, tra provocazione e denuncia sociale</figcaption></figure>
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		<title>Joan Mirò al Pan, oltre 15.000 visitatori nel primo mese di apertura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 09:38:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La grande mostra “Joan Miró. Il linguaggio dei segni” al PAN Palazzo delle Arti Napoli, in via dei Mille 60, fino al 23 febbraio, è piaciuta tanto a cittadini, scuole e ai tanti turisti italiani, cinesi, giapponesi, inglesi, spagnoli e francesi in città. Oltre 15.000 visitatori hanno dato ampiamente ragione alla scelta dell’Assessorato alla Cultura [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La grande mostra “<em><strong>Joan Miró. Il linguaggio dei segni</strong></em>” al <strong>PAN</strong> <em>Palazzo delle Arti Napoli</em>, in <strong>via dei Mille 60</strong>, fino al <strong>23 febbraio</strong>, è piaciuta tanto a cittadini, scuole e ai tanti turisti italiani, cinesi, giapponesi, inglesi, spagnoli e francesi in città. Oltre <strong>15.000 visitatori</strong> hanno dato ampiamente ragione alla scelta dell’<strong>Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli</strong>, promotore dell’esposizione, organizzata dalla <strong>Fondazione Serralves</strong> di <strong>Porto</strong> con <em>C.O.R. Creare Organizzare Realizzare</em>.</p>
<p>La possibilità di visitare una mostra imponente e di potere ammirare il lungo periodo produttivo dell’artista catalano, dal 1924 al 1981, è stata colta come una grande opportunità, non solo dagli amanti dell’arte e di Miró ma anche dalle scuole, che ne hanno compreso il grande valore didattico, grazie alla straordinaria unicità dell’offerta formativa, ludica e creativa dei percorsi pensati e realizzati dagli operatori del Progetto PanKids, organizzati grazie alla collaborazione nata con la società organizzatrice dell’esposizione: C.O.R. Creare Organizzare Realizzare. PanKids infatti racconta (e gioca con) Joan Miró, attraverso una proposta diversificata di visite guidate, percorsi creativi e laboratori (per bambini, ragazzi, adolescenti, scuole di ogni ordine e grado, gruppi e famiglie).</p>
<p>Curata da <strong>Robert Lubar Messeri</strong>, professore di storia dell’arte all’Institute of Fine Arts della New York University, sotto la preziosa guida di Francesca Villanti, direttore scientifico C.O.R, la mostra propone una passeggiata composta da nove percorsi, da Il Linguaggio dei segni e la Ballerina del 1924, dove viene messo in evidenza come Miró sfrutta le molteplici funzioni della linea come contorno, come scrittura e, nel caso dell&#8217;orizzonte, come indicatore dello spazio, consentendo scambi produttivi di significato; fino a Le tele bruciate e la morte del segno, dov’è esposta una delle cinque tele esistenti al mondo, che Miró esegue con il tessitore Josep Royo, nel dicembre 1973,, insieme a una sequenza di fotografie che mostrano i passaggi di questo magnifico lavoro.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-176445 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/bambini-2.jpg" alt="Joan Mirò al Pan, oltre 15.000 visitatori nel primo mese di apertura" width="650" height="307" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-176446 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/mostra-257-scaled.jpg" alt="Joan Mirò al Pan, oltre 15.000 visitatori nel primo mese di apertura" width="650" height="433" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-176447 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/mostra-274-scaled.jpg" alt="Joan Mirò al Pan, oltre 15.000 visitatori nel primo mese di apertura" width="650" height="433" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-176448 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/mostra-282a-2-scaled.jpg" alt="Joan Mirò al Pan, oltre 15.000 visitatori nel primo mese di apertura" width="650" height="433" /></p>
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		<title>Joan Mirò, a Napoli l&#8217;arte e l&#8217;astrattismo sono protagonisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2019 09:34:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le forme delle cose non seguono una logica oggettiva. Spesso sono rappresentazioni che ognuno di noi crea nella propria mente. L&#8217;abilità, nel dar concretezza alla realtà, è poi nelle mani e negli strumenti degli uomini. Ed è questo che è riuscito a fare Joan Mirò, uno degli artisti spagnoli più importanti e significativi del secolo scorso. [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/10/18/joan-miro-a-napoli-larte-e-lastrattismo-sono-protagonisti/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Joan Mirò, a Napoli l&#8217;arte e l&#8217;astrattismo sono protagonisti</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le forme delle cose non seguono una logica oggettiva. Spesso sono rappresentazioni che ognuno di noi crea nella propria mente. L&#8217;abilità, nel dar concretezza alla realtà, è poi nelle mani e negli strumenti degli uomini.</p>
<p>Ed è questo che è riuscito a fare <strong>Joan Mirò</strong>, uno degli artisti spagnoli più importanti e significativi del secolo scorso. Provate a fare un gioco. Andate al <em>Palazzo delle Arti</em> <em>di </em><em>Napoli</em> (<strong>PAN</strong>). Qui è allestita una mostra dedicata a questo pittore, scultore e ceramista visionario.</p>
<p>Osservatene attentamente i capolavori e poi cercate di dare un titolo all&#8217;opera. Il primo nome che vi sarà venuto in mente e che vi è stato ispirato da quei disegni. Io ci ho provato e non ho indovinato neanche una volta.</p>
<p>Dunque, il significato del quadro in sé &#8211; senza essere per forza degli esperti d&#8217;arte &#8211; è soggettivo. Ma è oggettiva la bellezza del dipinto. Da restare a bocca aperta e con gli occhi sgranati.</p>
<p>L&#8217;allestimento al <strong>Pan</strong> è molto semplice ma efficace e divide in modo cronologico e per tematiche, la vita di <strong>Mirò</strong>. Vale la pena andarci, per fare un&#8217;a piacevole esperienza in un mondo nel quale regnano <em><strong>astrattismo</strong></em>, <em><strong>cubismo</strong></em> e <em><strong>surrealismo</strong></em>.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Immagine-opera-Joan-Miró_orizzontale-2-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-174713 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Immagine-opera-Joan-Miró_orizzontale-2-2.jpg" alt="Joan Mirò, a Napoli l'arte e l'astrattismo sono protagonisti" width="650" height="424" /></a></p>
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		<title>“Joan Miró. Il linguaggio dei segni”, mostra PAN Palazzo delle Arti Napoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2019 10:38:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[joan mirò]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grande successo per la mostra “Joan Miró. Il linguaggio dei segni”, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e organizzata dalla Fondazione Serralves di Porto con C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, in esposizione al PAN Palazzo delle Arti Napoli fino al 23 febbraio 2020. Alla luce delle numerose richieste di prenotazione pervenute [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/10/16/joan-miro-il-linguaggio-dei-segni-mostra-pan-palazzo-delle-arti-napoli/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from “Joan Miró. Il linguaggio dei segni”, mostra PAN Palazzo delle Arti Napoli</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/10/16/joan-miro-il-linguaggio-dei-segni-mostra-pan-palazzo-delle-arti-napoli/">“Joan Miró. Il linguaggio dei segni”, mostra PAN Palazzo delle Arti Napoli</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Grande successo per la mostra “<em><strong>Joan Miró. Il linguaggio dei segni</strong></em>”, promossa dall’<strong>Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli</strong> e organizzata dalla <strong>Fondazione Serralves</strong> di <strong>Porto con C.O.R. Creare Organizzare Realizzare</strong>, in esposizione al <strong>PAN Palazzo delle Arti Napoli</strong> fino al <strong>23 febbraio 2020</strong>.</p>
<p>Alla luce delle numerose richieste di prenotazione pervenute all’ufficio informazioni della mostra, da parte delle scuole e delle associazioni culturali del territorio campano e delle regioni limitrofe, e delle numerose visite giornaliere da parte del pubblico cittadino e di tantissimi turisti, l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli ha concesso l’estensione dei giorni di apertura della mostra che consentirà l’accesso del pubblico tutti i martedì: a partire dal 15 ottobre fino al 23 febbraio, il PAN non avrà più il consueto giorno di chiusura settimanale e sarà possibile accedere al museo tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30.</p>
<p>Tra i motivi principali del successo la bellezza e la grandiosità della mostra che, curata da <strong>Robert Lubar Messeri</strong>, professore di storia dell’arte all’<strong>Institute of Fine Arts della New York University</strong>, sotto la preziosa guida di <strong>Francesca Villanti</strong>, direttore scientifico C.O.R., copre il lungo arco della produzione artistica di Miró, dal 1927 al 1981, riunendo ben ottanta opere tra quadri, disegni, sculture, collage e arazzi, tutte provenienti dalla collezione di proprietà dello Stato portoghese in deposito alla Fondazione Serralves di Porto.</p>
<p>Un’altra motivazione risiede nella straordinaria unicità dell’offerta formativa, ludica e creativa dei percorsi pensati e realizzati dagli operatori del <strong>Progetto PanKids</strong>, organizzati grazie alla collaborazione nata con la società organizzatrice dell’esposizione: C.O.R. Creare Organizzare Realizzare. PanKids infatti racconta (e gioca con) Joan Miró, attraverso una proposta diversificata di visite guidate, percorsi creativi e laboratori (per bambini, ragazzi, adolescenti, scuole di ogni ordine e grado, gruppi e famiglie), curata, dal lunedì alla domenica, dalla rete di cinque Associazioni: <strong>Arteteca at work</strong>; <strong>Archipicchia!</strong> <strong>Architettura per Bambini</strong>; <strong>Associazione culturale Kolibrì</strong>; <strong>La Bottega del Liocorno</strong>; <strong>Il Cerchio Quadrato Onlus</strong>. Queste ultime hanno ideato <strong>MiróPANkids</strong> un’offerta diversificata per tutte le fasce di età che sperimenta con molteplici linguaggi espressivi le fasi creative del percorso artistico di Miró.</p>
<p><strong>La mostra</strong><br />
A guidarci nel difficile e, allo stesso tempo, affascinante percorso dell’arte di Mirò, uno studioso di lunga consuetudine e profonda sensibilità: il professor Robert Lubar Messeri, che ne segue le impronte da anni, con eccellente competenza. Lo studioso ha individuato nove sezioni per spiegare i punti nodali dell’artista spagnolo:<br />
IL LINGUAGGIO DEI SEGNI. A partire dalla Ballerina del 1924, viene messo in evidenza come Miró sfrutta le molteplici funzioni della linea come contorno, come scrittura e, nel caso dell&#8217;orizzonte, come indicatore dello spazio, consentendo scambi produttivi di significato.<br />
LA FIGURA NELLA RAPPRESENTAZIONE. Dall&#8217;inizio degli anni Venti, la figura diventa il soggetto prediletto delle indagini di Miró. Se i cubisti hanno messo la figura sotto pressione nell&#8217;ambito dell&#8217;illusionismo occidentale, Miró ha minato la logica stessa di quel codice visivo. Sceglie proprio un soggetto famoso come La Fornarina di Raffaello per mettere in scena il suo attacco all&#8217;illusionismo occidentale.<br />
LA FIGURA NELLO SFONDO. Miró dà vita a un universo di uccelli volteggianti, corpi astrali, figure gesticolanti e creature fantastiche che sembrano muoversi senza sforzo sulla superficie della tela. A volte la figura è &#8220;trovata&#8221; nel processo stesso della creazione – come evocata dai segni e dalle macchie presenti sulla tela grezza.<br />
COLLAGE E L&#8217;OGGETTO. Miró è uno dei grandi artisti del collage del XX secolo. Già nel 1916 incorpora un frammento del quotidiano di Barcellona La Publicidad in uno dei suoi dipinti. Da quel momento in poi tornerà ripetutamente al collage nel corso della sua lunga carriera.<br />
I DIPINTI SELVAGGI. I &#8220;dipinti selvaggi&#8221; sono l’espressione di rabbia verso un mondo impazzito, travolto dalla follia dell’odio che porterà inevitabilmente alla guerra. Un insieme di lavori, tra cui i Dipinti su Masonite, nettamente materici, del 1936 raccontano il suo stato d’animo.<br />
L&#8217;ELASTICITÀ DEL SEGNO. Miró svuota finalmente i segni di riferimento, spogliando il linguaggio fino ai suoi componenti primari. Il segno e il gesto grafico hanno la precedenza sul significato.<br />
CALLIGRAFIA E ASTRAZIONE GESTUALE. Sono diversi fattori che hanno influenzato il nuovo modo di lavorare di Miró, due in particolar modo: la calligrafia giapponese e il successo dell&#8217;Action Painting in America e in Europa.<br />
LA MATERIALITÀ DEL SEGNO. Durante la primavera del 1973, Miró, collaborando con il tessitore Josep Royo, realizza una nuova serie di opere a metà strada tra pittura e scultura definite dal critico Alexandre Cirici Pellicer Sobreteixim. Nelle fitte trame di juta, lana, cotone, canapa e una miriade di altri materiali che Royo prepara, Miró incorpora oggetti comuni.<br />
LE TELE BRUCIATE E LA MORTE DEL SEGNO. Miró esegue, sempre con Royo, nel dicembre 1973, cinque Tele bruciate. Dopo aver tagliato le superfici con un coltello, l’artista applica masse di pigmento su varie aree della tela, usando una torcia per stendere la vernice. Miró e Royo bruciano con cura le varie sezioni del supporto, redendo visibile la struttura del telaio carbonizzata. Poi aggiunge altra vernice e il processo ricomincia.</p>
<p>L’esposizione offre, quindi, al pubblico l’opportunità di ripercorrere, tappa per tappa, il cammino artistico dell’artista spagnolo, esplorando i momenti nodali del suo percorso, evidenziandone mutamenti ed elementi di continuità.<br />
“Un quadro &#8211; diceva Miró &#8211; non si finisce mai, non si comincia nemmeno, un quadro è come il vento: qualcosa che cammina sempre senza posa&#8221;. Auspicava che le sue opere potessero essere un seme pronto a germogliare tra le mani delle future generazioni. I visitatori della mostra sapranno cogliere quel seme e farlo fiorire.</p>
<p><strong>La storia delle opere</strong><br />
Tutte le 80 opere oggetto dell&#8217;esposizione sono sbalorditive, così come la storia che le ha condotte fino a Porto. Questo insieme di capolavori, appartenuti a uno dei più autorevoli e raffinati mercanti d&#8217;arte moderna, Pierre Matisse &#8211; figlio del più noto pittore Henri &#8211; rimane sconosciuta ai più per molti anni, finché il collezionista giapponese, che le aveva gelosamente custodite fino al 2005, decide di venderle al Banco Português de Negociós. Un semplice investimento per la banca portoghese, che preferisce non esporle e tenerle al sicuro all&#8217;interno di un caveau. Quando il Banco Português, in forti difficoltà economiche, stabilisce di mettere sul mercato l&#8217;eccezionale acquisizione, si solleva una protesta su scala nazionale, tanto da far intervenire lo Stato Portoghese, che sospende la vendita e incarica il Museo di Serralves di conservarle.<br />
Tra ottobre 2016 e giugno 2017, le opere sono state presentate per la prima volta al Museo Serralves di Porto, in una esposizione che ha ottenuto oltre 300.000 visitatori.<br />
Ora arriva a Napoli, dando a cittadini e turisti la grande opportunità di ammirare una collezione davvero unica al mondo.</p>
<p><strong>MiróPANkids</strong><br />
Le cinque associazioni (Arteteca at work; Archipicchia! Architettura per Bambini; Associazione culturale Kolibrì; La Bottega del Liocorno; Il Cerchio Quadrato Onlus) convogliate nel progetto PANkids sono impegnate da anni nella realizzazione collegiale di attività formative ed esperienziali di didattica dell’arte e della creatività dedicate a bambini, preadolescenti e giovani presso Palazzo Roccella, il Palazzo delle Arti di Napoli in via dei Mille 60, con l’obiettivo di una connessione tra museo, scuola, ragazzi e territorio.<br />
Per questa esposizione hanno ideato un progetto didattico ad hoc: MiróPANkids, che propone un cantiere in cui l’arte e la creatività svolgono una funzione attiva d’unione tra cultura e società; un luogo, ancora, dove sperimentare precocemente &#8211; attraverso laboratori di manipolazione, architettura, arteterapia, lettura, narrazione, scrittura creativa e teatro educazione &#8211; la centralità dell’arte per lo sviluppo equilibrato (creativo, cognitivo, emozionale, estetico e sociale) dei bambini e dei giovani. In particolare, il viaggio attraverso le opere esposte, testimonianza di sei decenni di attività di Miró, dal 1924 al 1981, è una stimolante occasione per (ri)scoprire la trasformazione dei linguaggi pittorici che il grande artista iniziò a sviluppare nella prima metà degli anni Venti anche attraverso l’uso innovativo di supporti diversi, mettendo alla prova lo sguardo e il pensiero divergente di piccoli e grandi.</p>
<p>L’arrivo a Napoli della grande mostra “Joan Miró. Il linguaggio dei segni” è stato percepito subito come un evento straordinario, ricevendo il supporto delle importanti realtà territoriali McArthurGlen La Reggia Designer Outlet, Aeroporto internazionale di Napoli, BCC Banca di Credito Cooperativo Napoli, MUU Muzzarella e la mediapertnership di Tips on Naples e Napoli da Vivere.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI</strong><br />
DOVE<br />
PAN | Palazzo delle Arti Napoli<br />
Via dei Mille, 60</p>
<p>QUANDO<br />
25 settembre 2019 – 23 febbraio 2020<br />
Tutti i giorni 9.30 – 19.30</p>
<p>Info e prenotazioni<br />
Tel. +39 334 1324281<br />
info@mostramironapoli.it<br />
@MostraMiroNapoli<br />
#MostraMiroNapoli</p>
<p><strong>BIGLIETTI</strong></p>
<p>Intero € 12,00</p>
<p>Ridotto € 8,00<br />
under 26, over 65, dipendenti del Comune di Napoli, titolari Carta Più e Carta MultiPiù laFeltrinelli, CRAL Regione Campania</p>
<p>Ridotto gruppi € 8,00<br />
minimo 15 massimo 25 persone, una gratuità per gruppo (prenotazione obbligatoria senza alcun costo aggiuntivo)</p>
<p>Ridotto bambini € 5,00<br />
dai 6 ai 14 anni</p>
<p>Ridotto scuole € 5,00<br />
per gruppi scolastici fino a un massimo di 25 partecipanti, due gratuità per gruppo (prenotazione obbligatoria senza alcun costo aggiuntivo)</p>
<p>Omaggio<br />
bambini sotto i 6 anni, persone diversamente abili con un accompagnatore, guide turistiche Regione Campania, giornalisti accreditati.</p>
<p>Speciale FS italiane Offerta: ingresso scontato alla mostra con Trenitalia<br />
2&#215;1: due biglietti d’ingresso alla mostra al prezzo di uno per i possessori di CartaFreccia in possesso di biglietto Le Frecce con destinazione Napoli (data viaggio antecedente 3 giorni data visita mostra)<br />
Offerta singles: biglietto ridotto riservato ai possessori di CartaFreccia singles in possesso di biglietto Le Frecce con destinazione Napoli (data viaggio antecedente 3 giorni data visita mostra)</p>
<p>Speciale lunedì universitario<br />
Tutti i lunedì (eccetto i festivi) gli studenti universitari muniti di tesserino e documento di identità (senza limiti di età) potranno accedere con biglietto a € 6,00.</p>
<p>Speciale gruppi primo mese di apertura<br />
Per i gruppi e le scuole che visiteranno la mostra entro il 30 ottobre è riservata una promozione con riduzione sul biglietto: gruppi € 7,00 (anziché € 8,00); scuole € 4,00 (anziché € 5,00)</p>
<p><strong>AUDIOGUIDE</strong><br />
Adulti € 4,00<br />
Bambini € 2,50</p>
<p><strong>LABORATORI DIDATTICI, VISITE GUIDATE, PERCORSI CREATIVI</strong><br />
Ideati e realizzati da PANkids<br />
€ 4,50 ad alunno per le scuole;<br />
€ 5 il sabato e la domenica;<br />
€ 10 dal lunedì al venerdì nel pomeriggio.<br />
Orari per le scuole, dal lunedì al venerdì mattina: Accoglienza ore 9.30; visita guidata e laboratori: dalle 10 alle 12,30 Orari pomeridiani: dal lunedì al venerdì ore 14,00-16,30; ore 16,30-19,00<br />
Orari weekend: sabato e domenica: ore 10,00-12,30; 16,30-19,00<br />
Altri orari: da concordare a richiesta, secondo le esigenze.</p>
<p><strong>VISITE GUIDATE GRUPPI</strong><br />
Scuole € 50,00<br />
Adulti € 80,00</p>
<p><strong>VISITE GUIDATE ESTEMPORANEE</strong><br />
Ogni sabato alle 17.00 &#8211; Tutte le domeniche e i festivi alle 11.30 e alle 17.00<br />
Adulti € 6,00 &#8211; Bambini € 3,00<br />
Le visite guidate si svolgeranno al raggiungimento di minimo 8 partecipanti adulti.</p>
<p><strong>Catalogo:</strong><br />
Gangemi editore<br />
€ 20,00</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/joanmiropan.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-174550 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/joanmiropan.jpg" alt="“Joan Miró. Il linguaggio dei segni”, mostra PAN Palazzo delle Arti Napoli" width="650" height="361" /></a></p>
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