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	<title>guarigione Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Giovanni guarito dal Coronavirus a Napoli, il figlio: “Abbiamo vissuto due mesi di terrore&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2020 14:23:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una storia commovente quella di Giovanni Alterio, 67enne di Napoli, che ha sconfitto il Coronavirus e dopo due lunghi mesi ha finalmente potuto riabbracciare la sua famiglia. A raccontare la vicenda è stato il figlio Ivano:  “Mio padre è finalmente tornato a casa, dopo due mesi da incubo possiamo tirare un sospiro di sollievo» &#8211; [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una storia commovente quella di Giovanni Alterio, 67enne di <strong>Napoli</strong>, che ha sconfitto il<strong> Coronavirus</strong> e dopo due lunghi mesi ha finalmente potuto riabbracciare la sua famiglia.</p>
<p>A raccontare la vicenda è stato il figlio Ivano<em>:  “Mio padre è finalmente tornato a casa, dopo due mesi da incubo possiamo tirare un sospiro di sollievo</em>» &#8211; spiega a Leggo &#8211; «A<em>nche se napoletano, sono tifoso dell&#8217;Inter: ho provato una gioia incontenibile, ovviamente neanche quando abbiamo conquistato il Triplete nel 2010 ero così felice. Abbiamo voluto condividere la nostra felicità e le nostre emozioni».</em></p>
<p>Non sono stati mesi facili e la rabbia del figlio Ivano è tanta, soprattutto per le carenze a livello ospedaliero: <em>«Abbiamo vissuto due mesi di terrore: mio padre, durante il ricovero, ha avuto tanti alti e bassi, le sue condizioni erano altalenanti. La prima settimana è stato al pronto soccorso del Cardarelli, poi dopo il tampone e la scoperta del contagio è stato trasferito nel reparto Covid del Policlinico. Qui ci sono stati alcuni problemi, anche un po&#8217; sgradevoli: una notte mio padre mi aveva addirittura chiamato, col respiro affannoso, perché aveva chiesto l&#8217;intervento degli infermieri ma nessuno era venuto. Sono stati dei giorni delicati, anche se poi quando migliorava, riuscivamo a vederlo in videochiamata. Il suo unico problema è stato la respirazione, per il resto stava bene».</em></p>
<h2>La storia di Giovanni</h2>
<p>La brutta vicenda è iniziata due mesi fa quando Giovanni ha scoperto la sua positività al virus. Il figlio Ivano ha raccontato  «<em>Lui confidò solo a me di essere stato dal barbiere ai primi di febbraio, dove c&#8217;era un altro cliente, proveniente da Milano e risultato poi positivo al coronavirus. Quell&#8217;uomo, 60enne quindi anche più giovane di mio padre, aveva contagiato anche la madre e sono morti entrambi: credo che il contagio possa essere avvenuto lì, anche se non erano stati affatto a stretto contatto».</em> Un momento drammatico al quale si sono aggiunte tante altre difficoltà <em>«Mio padre vive con mia madre e mia sorella, ai primi di marzo iniziò ad accusare tosse e difficoltà respiratorie e una sera si sentì molto male, con fortissimi dolori al petto. Temevamo si trattasse di un infarto, dopo un&#8217;attesa di oltre 40 minuti al 118 l&#8217;ambulanza è arrivata, ma più di un&#8217;ora dopo. In realtà si trattava di una polmonite ed il tampone aveva accertato il contagio. A quel punto chiamammo il medico di base e la Asl per chiedere il tampone per mia madre e mia sorella che vivono con lui, ci dissero che non c&#8217;era alcun bisogno in assenza di sintomi».</em></p>
<h3>Tampone negativo e ritorno a casa</h3>
<p><em>«La settimana scorsa abbiamo ricevuto la telefonata: anche il secondo tampone era negativo e mio padre sarebbe stato dimesso. Una notizia che ha riempito di gioia non solo la nostra famiglia, ma anche tanti amici di mio padre, una persona amata un po&#8217; da tutti per il suo carattere socievole. Questa è la cosa bella di Napoli, ma anche dell&#8217;Italia in generale</em>» &#8211; spiega ancora Ivano Alterio &#8211; «I<em>n questi due mesi abbiamo avuto tanta paura, anche perché mio padre soffre di patologie pregresse: da bambino era stato colpito dalla polio e due anni fa ha avuto un ictus che gli rende difficili alcuni movimenti. Non era ricoverato in terapia intensiva, ma aveva bisogno costantemente dell&#8217;ossigeno per poter respirare. Abbiamo temuto di perderlo, ripensarci oggi ci fa esplodere il cuore di gioia».</em></p>
<p>Finalmente Giovanni Alterio è tornato a casa dalla sua famiglia. «<em>Oltre alle conseguenze psicologiche, mio padre si porta dietro gli effetti del Covid sul fisico: questo maledetto virus gli ha danneggiato i polmoni ed ora dovrà essere seguito da uno pneumologo. Inoltre, i medici gli hanno raccomandato di non uscire di casa per almeno 15 giorni»</em>, conclude Ivano.</p>
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